Roberto Burioni chez Bedin

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Il vecchio medico omeopatico venne a conoscenza, dai giornali della sua città, che il Professor Roberto Burioni, noto virologo, sarebbe venuto a presenziare ad una tavola rotonda dal titolo “Omeopatia e fake news in medicina” a pochi metri dalla sede dello storico ISTITUTO OMIOPATICO ITALIANO dove lui lavorava.

Conosceva le dinamiche di questi incontri a senso unico dove non c’è contraddittorio e dove la possibilità di trovare spazio per ribattere è scarso ma decise di andare a osservare da vicino, questi strani personaggi, gli omeofobi.

Sapeva che, di fronte a quella potenziale ondata di disinformazione addomesticata ed insulti che avrebbe ascoltato, poteva avere dei forti conati di vomito intellettuale e, per questo, istintivamente si sarebbe ritratto, ma prevalse la umana curiosità.

Dopo aver assunto una dose di Ipeca (noto farmaco omeopatico contro il vomito) si presentò prima dell’inizio per trovare posto a sedere nelle prime file, ma queste erano state tutte riservate ai molti medici che lavorano nel centro CEMEDI centro medico diagnostico, dipendenti del sig Nicola Bedin, l’ imprenditore della sanità privata italiana, famoso per aver cercato, con poco successo, tempo fa, di far bandire la medicina omeopatica da tutti gli ospedali del regno con il suo sito NO OMEOPATIA. Gli ospedali e centri medici che aderirono alla sua iniziativa furono praticamente quelli di sua proprietà.

L’omeopata scoprì che, in realtà, la tavola rotonda era stata organizzata per promuovere in grande stile il centro medico privato CEMEDI (ex FCA auto) ora di proprietà di Nicola Bedin: un ricco buffet, hostess e bodyguard per gestire i flussi di persone accorse all’evento. Molta borghesia locale presente. L’omeopatia , in realtà era solo uno specchietto per le allodole, un tema marginale, un modo per richiamare l’attenzione ed introdurre l’attrazione della serata: il famoso virologo, comunicatore scientifico stakanovista, Roberto Burioni.

Il noto giornalista Gianluigi Nuzzi, moderatore della tavola rotonda, cominciò con retorica consumata a proporre le domande da copione a Burioni. Il discorso che irrideva qualsiasi aspetto dell’ omeopatia si fece più esaustivo cosicchè il vecchio omeopata scoprì di non sapere monte cose dell’omeopatia: per esempio da sempre era stato convinto che Samuel Hahnemann fosse tedesco, nato a Meissen, invece si era sbagliato: il professor Burioni gli rivelò che invece era francese e così a seguire una gran quantità di altre notizie che per 40 anni aveva conservato nella sua mente e insegnato all’Università senza sapere che fossero sbagliate.

Nelle numerose epidemie di colera dell’800, la differenza di mortalità tra i pazienti omeopatici e quelli allopatici da 1 a 5 (dato noto) si riducevano a 1 a 2 ed erano solo dovute agli effetti iatrogeni dell’altra medicina non grazie all’omeopatia perchè questa, in realtà, era solo un placebo.

I dati della Camera dei Deputati inglesi, che dicevano il contrario, erano sicuramente sbagliati, parola di Burioni.

Il fatturato del comparto farmaceutico omeopatico italiano non è di 300 milioni di euro, come tutti i dati ufficiali riportano, ma bensì 600 milioni! questi intriganti farmaceutici omeopatici che truffano sui conti!

Infatti il farmaco Oscillococcinum, sostenne Burioni per dimostrare la truffa costa ben 40 euro. Il vecchio medico, lo aveva visto a 9,90 euro in farmacia ma sicuramente le fonti di Burioni erano più attendibili.

La grande rivelazione, però, fu scoprire che i rimedi più usati in omeopatia non sono arsenicum, belladonna, nux vomica, sulphur ecc. che lui era consueto usare, ma altri tipo “il muro di Berlino”, “la grande muraglia” e ancora “sole” “luna” “acqua” “Trinitron” (come lo schermo televisivo) e dulcis in fundo “la nota FA”. Il tripudio del ridicolo a quel punto avvolse la sala e l’oratore potè finalmente dichiarare a tutti gli astanti che gli omeopati sono dei truffatori e ciarlatani pericolosi perchè sottraggono i pazienti a terapie di comprovata efficacia.

La tecnica Burioni è sempre la stessa: citare dell’avversario fatti marginali, senza importanza e fuori tema, talvolta legati alla storia della medicina, per deridere e insultare i medici omeopatici di oggi. Come se qualcuno deridesse l’attuale medicina per il fatto che i suoi antenati, all’inizio dell’800, non avessero ancora scoperto i batteri e facessero morire i pazienti a suon di salassi, purghe e sanguisughe.

La derisione attraverso la menzione di fatti insignificanti, omettendo con attenzione qualsiasi riferimento a lavori scientifici e a tutta la ricerca sviluppata negli anni è la tecnica di tutti gli homeohaters.

I temi epistemologici innovativi dell’omeopatia sono reiteratamente banalizzati con un qualunquismo imbarazzante e per nulla scientifico. Dalle parole di Burioni pare che la fisica quantistica non esista, e valgano solo le leggi della termodinamica, il buio dopo Einsten. Come se un fisico chimico come Ilya Prigogine non fosse mai esistito. Tutto si ferma al piemontese Amedeo Avogadro.

L’uso di metafore banali dal football a Babbo Natale e mai citazioni come le 5 metanalisi che dimostrano che l’omeopatia ha una credibilità scientifica è il suo metodo. L’obiettivo non è ricercare la verità scientifica ma distruggere la credibilità dell’omeopatia perchè troppo scomoda. Un’altra tecnica è la falsificazioni dei dati aumentando o diminuendo a seconda della convenienza i valori in gioco. Quello che si dice stressare i dati.

Al termine della conferenza Burioni dichiarò che se fosse stato un dittatore (non dimentichiamo che ha dichiarato pubblicamente che la scienza non è democratica) avrebbe vietato a tutti i medici di fare omeopatia e tutti i preparati omeopatici (lui non li chiama farmaci perchè non sopporta che la legge italiana li abbia inseriti nella farmacopea ufficiale) li avrebbe fatti finire dagli scaffali delle farmacie ai supermercati al fianco degli amuleti.

Al vecchio omeopata vennero in mente delle frasi lette giorni prima sul “metodo comunicativo Burioni” dove si diceva che fosse controproducente. Il testo commentava: “non è un bravo divulgatore, è solo un polemista, non cerca il dialogo. Di base, “è un presuntuoso” o, meglio, un superbo (e quindi alla gente non piace).”

Ormai nauseato dall’ondata scatologica, il vecchio omeopata se ne usci dalla sala con una convinzione ulteriore: che ciò che aveva ascoltato non aveva nulla a che fare con la scienza ma che fosse solo scientismo e marketing e che Burioni non avesse le competenze adatte per parlare di quel tema. La vera scienza non è arrogante. Il rischio è di finire nel meccanismo dell’effetto Dunning Kruger “meno so e più penso di avere ragione”. Irrimediabile.

Ma da CHEZ BEDIN ciò che conta è fare share per ostacolare l’avanzata dell’omeopatia che danneggerebbe il suo fatturato.

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2 commenti su “Roberto Burioni chez Bedin

    1. Gentile Sig Mauro quando la concretezza della cultura si scontra con la concretezza dell’interesse economico spesso non ha la meglio. Questa è la storiella.

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