l’Omeopatia e l’effetto Dunning-Kruger

Condividi questo articolo

Ieri pomeriggio, incuriosito dal titolo di un evento organizzato dall’Ordine dei Medici di Torino, sono andato a vedere di cosa si trattasse. Il titolo era “LA SOCIETA’ DELLA PSEUDOSCIENZA”. Il relatore era Giuseppe Tipaldo Ph.D del Dipartimento di cultura, politica e società dell’Università di Torino.

Ero curioso di sentire l’analisi di un sociologo su questo mondo di fake news che ormai sta appestando il mondo della comunicazione. Il nostro Ordine ha organizzato un nutrito numero di incontri su questo tema con due titoli: LA SCIENZA IN ORDINE CICLO DI INCONTRI DI CONTRASTO A BUFALE E PSEUDOSCIENZE PER MEDICI E CITTADINI e IL MONDO CHE VERRA’ (E QUELLO CHE C’E’ GIA’).

Visto il tema dibattuto e l’aggressività mediatica di questi ultimi anni verso questi argomenti mi aspettavo di entrare nella grande sala congressi dell’Ordine e faticare a trovar posto.

Stupore!

Solo 5 persone in una sala da 200 posti. Il deserto!

ho percepito l’imbarazzo dei due organizzatori (uno del Cicap) verso il relatore, che dopo aver rimandato di 20 minuti l’inizio della relazione sperando in un rimpolpamento della platea, ha poi iniziato il suo monologo.

“Forse che tutta questa massa critica di scettici sia in parte una fuffa e che per riempire le sale debbano fare come Berlusconi che pagava le comparse ai suoi comizi?” ho pensato….

Tipaldo è un giovane ricercatore con una buona capacità di comunicazione (gli ho fatto i complimenti per questo) e ho ascoltato con piacere le sue motivazioni e i suoi costrutti logici nel motivare senza troppa enfasi, per fortuna, la caccia alle streghe a chiunque non sia allineato al pensiero comune.

In certi momenti mi ha anche fatto tenerezza quando parlando alla platea minimalista sollecitava la necessità di “recuperare” coloro che sono sulla cattiva strada attraverso l’uso di gentilezza e argomenti convincenti, mentre dava per “persi” coloro che hanno fatto di un idea “sbagliata” il loro baluardo di identità personale.

Dopo 35 anni di omeopatia e di passione per quel che faccio mi sono catalogato nei “persi”, ormai irrecuperabile. Ahimè. Questa vita è andata così.

Per più di due ore mi è sembrato di stare ad ascoltare Alice nel paese delle meraviglie che parlava di un mondo ormai alla mercè del potere economico politico-farmaceutico come di un mondo immacolato, classificando qualsiasi visione critica come complottismo tramato da persone border-line psichiatrici . Così sono stati definiti quelli “persi” come me.

Poi ad un tratto ecco la citazione: l’effetto Dunning-Kruger

E qui mi ha ricordato un tema di cui volevo parlare da tempo.

Che cos’è l’effetto Dunning-Kruger? Scoperto da due psicologi americani, David Dunning e Justin Kruger, professori alla Cornell University, questo effetto è un bias cognitivo, cioè una distorsione della valutazione, che porta le persone poco competenti su un argomento a sovrastimare le proprie competenze, mostrando un atteggiamento supponente. Si tratta quindi di un pregiudizio che induce le persone con poca conoscenza su un tema a non essere in grado, proprio a causa della loro incompetenza, di riconoscere i propri errori e le proprie mancanze. In parole semplici, è come se chi è “stupido” relativamente a un certo tema fosse troppo stupido per rendersene conto. Oltre a sopravvalutare il proprio sapere, queste persone tendono a sottostimare quello altrui. ( Justin Kruger e David Dunning [1999]. “Unskilled and unaware of it: how difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments.” )

Approfondiamo il tema.

E’ interessante notare che, con il progredire delle competenze, l’effetto Dunning-Kruger decresce, portando ad una diminuzione dell’autostima. Infatti, le persone più competenti tendono a sottovalutare le proprie conoscenze e a tenere un basso profilo, come succede nella cosiddetta “Sindrome dell’impostore“, una bizzarra condizione psicologica diffusa tra le persone di successo che le induce a convincersi di non meritare il successo ottenuto. Come corollario, chi soffre di questa sindrome si sente un impostore e vive nell’ansia di essere scoperto.

Se la sovrastima dell’”ignorante” deriva da un errore di giudizio su di sé e su una generale mancanza di autoriflessione, l’insicurezza di chi è competente è il frutto di una tendenza a sovrastimare le abilità altrui. Le persone più esperte sono portate ad attribuire agli altri un livello di competenze equivalente al proprio. Questo errore di valutazione le porta a considerarsi meno preparate di loro. Perché più si ampliano le conoscenze, più si è consapevoli del fatto che ci sono tante cose che non si conoscono.

Secondo gli autori, gli individui con poche conoscenze tenderebbero a sopravvalutarsi perché la loro stessa incompetenza è frutto di un’assenza di metacognizione, cioè di capacità di autoriflessione, che li porta a non essere in grado comprendere i propri limiti. Non avendo percezione delle proprie mancanze, questi soggetti nutrono un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità, seppur priva di qualsiasi riscontro.

L’ignoranza è una specie di vicolo cieco: se mostri ad una persona con poche conoscenze su un tema i test svolti da altre più esperte, l’ignorante continuerà a credere di essere meno ignorante di quello che è, perché non è in grado di vedere la differenza tra un test fatto bene e uno fatto male. Al contrario, se a un individuo molto competente fai vedere i test fatti da quelli meno bravi, si accorgerà immediatamente del proprio errore di valutazione e inizierà a giudicare se stesso e gli altri in modo più obbiettivo.

In sintesi, perché gli stupidi sono sempre strasicuri? Perché la loro mancanza di conoscenze in una determinata materia li porta a non essere in grado di accorgersi dei propri limiti e, allo stesso tempo, di riconoscere le competenze altrui. Ciò induce gli incompetenti inconsapevoli a nutrire una fiducia incondizionata nelle proprie capacità. Questa eccessiva sicurezza li rende presuntuosi e insolenti e li fa cadere vittime della superbia, il peccato di chi pretende di meritare una posizione di privilegio rispetto agli altri in ragione di una presunta superiorità. Per fortuna, un rimedio per sfuggire all’illusione di superiorità c’é: aumentare il proprio sapere ed essere umili.

Se internet da voce a “legioni di imbecilli“, come sosteneva Umberto Eco, lantidoto contro questa epidemia dell’ignoranza serve impegno a cimentarsi in un percorso di apprendimento continuo, scegliendo con attenzione le fonti e coltivando il dubbio.

In base a quanto osservato da Dunning e Kruger in uno studio successivo, c’è un modo per migliorare la capacità di autovalutazione degli incompetenti inconsapevoli ed è quello di impartire loro una seppur minima formazione sull’argomento in questione. Infatti, con l’aumentare delle conoscenze, l’illusione di superiorità decresce e si diventa più consapevoli dei propri limiti. Questo è anche il motivo per cui le persone competenti sono in genere più modeste e insicure.

Per cui noi “persi” proveremo a fare qualcosa di propositivo e forse utile.

Ho invitato il relatore Giuseppe Tipaldo come discusser alla serata dedicata alle Bufale sulle MnC che stiamo organizzando nello stesso Ordine.

Fargli respirare un’aria meno inquinata da pregiudizi forse gli porterà una maggior ossigenazione ai tessuti cerebrali e lo aiuterà a superare l’effetto Dunning-Kruger .

Condividi questo articolo

5 commenti su “l’Omeopatia e l’effetto Dunning-Kruger

  1. Ironia della sorte la platea, almeno per il 20% non poco in valore assoluto, gli remava contro… Poverino, dalla descrizione fatta ho provato pena per lui. Meno per lo scagnozzo del CICAP…

  2. Teniamo duro, dobbiamo credere che la verità o almeno qualche suo frammento sarà capace di rischiarare le tenebre dell’oscurantismo mascherato da scientismo.

  3. Buongiorno Dott. Magnetti,
    sono una farmacista di Torino e ho seguito diversi corsi da lei tenuti e persino l’attività libera in facoltà.
    Trovo il suo articolo, segnalatomi gentilmente dalla Dott.ssa Zanino, superlativo!
    Ha riassunto con semplicità e al tempo stesso spessore ciò che ho sempre pensato e non sono mai riuscita a descrivere con parole così precise e perfette.
    Grazie davvero, trovo le sue parole molto stimolanti in una società che purtroppo pur essendo molto ignorante in merito a questi temi si permette di mettere in discussione la professionalità e il lavoro altrui.
    Buon proseguimento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *