Sylvie Coyaud, un patè di oca insipiens

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insipiènte agg. [dal lat. insipiensentis, comp. di in2 e sapiens (v. sapiente)], letter. – Di persona che non sa o sa poco di ciò che dovrebbe sapere, che vive nell’ignoranza e non si cura di illuminare il proprio spirito; è sinon. letter. di sciocco, stolto, e indica spesso uno stato di sordità intellettuale e di cecità morale.

Ringrazio Sylvie Coyaud, Ocasapiens come ironicamente si definisce, per avermi citato così amorevolmente nel suo articolo. La ringrazio anche per l’accorta premura nel consigliarmi l’arsenicum album supponendo un mio reflusso gastroesofageo per la lettura di una fake news. Parlo della scheda di Salvo Di Grazia sull’omeopatia che la Fnomceo ha pubblicato sul sito “dottore ma è vero che..”.

Può sembrare strano e schizofrenico che la Fnomceo abbia definito l’omeopatia un atto medico che abbia istituito registri dei medici omeopatici in tutti gli Ordini d’Italia e poi dia l’incarico ad un blogger da sempre conosciuto per le sue posizioni di omeoscettico intransigente e ottuso di stilare una scheda sull’omeopatia dove la si descrive come una terapia da ciarlatani. Mi sembra un rito masochistico.

Inoltre il Presidente Anelli ha recentemente richiesto al prof Ricciardi dell’ISS l’istituzione di un tavolo di lavoro tra esperti per verificare la scientificità e la sostenibilità dell’omeopatia.  Naturalmente Salvo di Grazia non è tra gli esperti perchè di omeopatia non ne capisce nulla ma, prima ancora di avere un responso da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, gli si è dato questo incarico.

Devo deludere Sylvie Coyaud ma la mia digestione è perfetta. Non ho mai sofferto di MRGE.

Devo però ricordarle che fare prescrizioni mediche o dare consigli prescrittivi (i preparati omeopatici dal 1 \1 \2019 diventeranno  farmaci AIC quindi sullo stesso livello di tutti gli altri farmaci presenti nella farmacopea) per un non laureato in medicina e chirurgia, anche se giornalista scientifica, non è permesso dalla legge italiana. Forse in Francia, patria natale della nostra Sylvie, non è così ma qui in Italia questo vale.

Anche altre volte Sylvie Coyaud mi ha dato consigli medici e rimproveri di essere uno specialista del copia-incolla. Ma guardando lucidamente la realtà il confronto tra me, medico che da più di trent’anni  si confronta quotidianamente con la realtà della malattia verificando sul campo l’efficacia delle terapie omeopatiche e lei, giornalista scientifica, è difficile.

Io tutti i giorni mi confronto con i problemi di salute dei miei pazienti, non con la tastiera del mio computer per scrivere post, ma sintomi da guarire, gente che soffre da gestire,  in altre parole vivo sul territorio e non guardo solo la mappa come fa lei.

Lei, da giornalista scientifica, si informa, si documenta sulle esperienze di altri, riceve documenti altrui ed infine pubblica pensieri riciclati (questo non è un vero quotidiano copia-incolla?). Peccato che le sue fonti siano sempre le stesse scambiate con la  piccola combriccola dei NOOMEO e non si avventuri mai ad andare alla ricerca di altre risorse. Del resto si guarda bene dall’indagare tutto ciò che può essere favorevole all’omeopatia. Qui sta la sua Insipienza intesa come sordità intellettuale. Seppure, per esempio, il Prof.  Paolo Bellavite dell’Università di Verona abbia pubblicato lavori molto più significativi e impeccabili rispetto a quelli indiani di cui parla nel suo articolo si è sempre presa ben guardia dal citarli. Ciò potrebbe creare una crepa nella sua certezza di essere nel giusto. Sylvie Coyaud non ha mai potuto sperimentare  l’effetto della medicina omeopatica direttamente, non ha mai avuto quindi un’esperienza clinica diretta. Ha sempre riferito esperienze e pensieri di altre persone.

Il suo dileggio è tagliente la sua penna graffia fino a rasentare l’arroganza.  Eppure mi fa tenerezza perchè ormai i detrattori pregiudiziali dell’omeopatia hanno  perduto le uniche due risorse che avevano. I due unici lavori contrari all’omeopatia sono risultati dei falsi scientifici (Shang 2006 e Il report australiano). Sono rimasti orfani e con la crescita costante dell’omeopatia nel mondo si sentono perduti. Infine pure la Svizzera e la Germania dopo aver verificato tutti i lavori scientifici a favore dell’omeopatia ha inserito la terapia omeopatica nel servizio sanitario nazionale. Poverini non sanno più dove attaccarsi.

Però non mi preoccupo. Infatti c’è sicuramente chi li consola.  Ricchissime case farmaceutiche che vedono nell’omeopatia un movimento che può far perdere loro parte dei fatturati facendo risparmiare la collettività, si premura di mettere a disposizione, sempre in modo molto discreto, tutte  le opzioni per avere una visibilità mediatica importante e quindi un impatto comunicativo efficace.

Come diceva il nazista Joseph Goebbels  Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità..

Vengo inoltre accusato da Sylvie Coyaud di “essere stato generoso di marchette per la Boiron da blogger sulla Stampa”.  Ma, anche qui la sua “insipienza”, intesa come “persona che non sa o sa poco di ciò che dovrebbe sapere, che vive nell’ignoranza e non si cura di illuminare il proprio spirito” la danneggia. Forse non sa che, pur mantenendo un rapporto corretto con tutte la aziende produttrici di farmaci omeopatici, sono sempre stato molto fermo nel difendere la mia indipendenza di pensiero e  ho diretto per 22 anni, con la Dottoressa Armida Rebuffi una delle scuole postuniversitarie italiane di medicina omeopatica che non ha mai ricevuto finanziamenti da aziende farmaceutiche e che, a differenza di altre, non ha mai dovuto mediare con loro i programmi didattici.

Il mio vantaggio è di essere un blogger libero che scrive ciò che pensa, vivendo del mio lavoro di medico, mentre la Coyaud  è sul libro paga di diversi giornali ed è inevitabilmente influenzata dalle loro direttive redazionali.

Il futuro della salute si gioca puntando su una classe medica che non accetti di diventare un insieme di trivial machine,  di automi, alla mercè delle case farmaceutiche (come sostiene il Prof. Ivan Cavicchi dell’Università di Tor Vergata) ma mantenga un sano e necessario senso critico insieme ad una forte curiosità intellettuale.

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2 commenti su “Sylvie Coyaud, un patè di oca insipiens

  1. Hai fatto benissimo caro Alberto, a confutare l’arroganza crassa e disinformata di questa giornalista, non certo legata ad ignoranza o mancanza di intelligenza, che del resto non manca certo ad altri detrattori della medicina omeopatica, come per esempio il vetero critico Silvio Garattini o la pregiudiziale e disinformata Elena Cattaneo o anche l’ immarcescibile Burioni, (ora un pò meno arrogante da quando le coperture politiche sono meno garantite).
    Il problema, come sappiamo bene, è che la difesa del traballante pensiero unico, con i continui attacchi all’Ebm (che provengono dal suo interno) e con i cedimenti che persone sensibili ed intelligenti quali il presidente dell’OdM bolognese finiscono per creare all’edificio istituzionale ed accademico, necessita di rigide prese di posizione, pena la perdita di rendite di posizione culturali, istituzionali, ed infine economiche…la tua
    Grazie per la tua puntuale, colta ed informata capacità di fornire controinformazione, anche se purtroppo la sordina dei media riesce a coprire il 95 % delle informazioni… teniamo duro. con affetto. Flavio Tonello

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