homeophobic circus presenta un altro libro.

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L’Homeophobic Circus, dopo aver sfruttato tutte le risorse a disposizione da Roberto Burioni a Salvo DisGrazia passando per Nicola Bedin, ora manda in scena anche i decani della medicina. E’ infatti appena uscito il libro “Omeopatia dal 1810 al 2019” edito da una delle case editrici del cerchio magico Cicap, la Edizioni C1V dell’ottancinquenne gastroenterologo Prof. Giorgio Dobrilla “consulente scientifico del CICAP”.

Il testo è, come sempre, frutto della poca competenza di chi non ha mai ha studiato l’omeopatia e mai ne ha testato clinicamente l’efficacia facendo tutt’altro nella vita professionale. Ormai questi testi sono un esercizio stilistico comunicativo di fake news ben confezionate sia per le metafore sia per lo stile accattivante che viene utilizzato. Nella realtà viene poi sempre ripetuta la stessa aria fritta senza alcun lavoro scientifico significativo alle spalle.

Il Prof Dobrilla, proprio per questo, è stato aiutato, nella stesura del testo, da una figura senza competenze mediche ma con buone capacità comunicative: Alessandro Cimino, professore di “filosofia e storia” al liceo classico Augusto a Roma. Il testo deve essere accattivante e convincente. La fake news deve essere ben impacchettata.

Emblematica è l’introduzione al libro dell’altro decano della farmacologia, regista del Cicap, il novantaduenne Silvio Garattini, che afferma: “Qualcuno potrebbe dire: “… ancora un libro sull’omeopatia … !?”. Se lo chiedono anche gli Autori. In realtà c’è ancora grande bisogno di mettere a disposizione del pubblico un’informazione indipendente (sic!), perché la propaganda sull’omeopatia continua attraverso la stampa, ma soprattutto attraverso i social network e alcuni medici che utilizzano prodotti omeopatici. “

Probabilmente Garattini ha pensato: Si è appena spenta la fiammata mediatica del libro di Burioni contro l’omeopatia che ha imperversato in tutti i talk shows pubblicizzando il suo testo di scarso valore senza mai un contraddittorio per cui non avrebbe senso pubblicarne un altro con lo stesso tema.

Perchè allora, vi chiederete , fare una mossa fallimentare, dal punto di vista editoriale, come questa ?

I più smaliziati penseranno che le parole del precedente libro di Burioni non abbiano avuto l’effetto desiderato e il messagio non sia passato e gli italiani continuino a curarsi con la medicina omeopatica perchè funziona nonostante qualcuno ne parli male.

Forse il libro non ha avuto il successo sperato e le vendite stagnano?

La vera strategia dell’HOMEOPHOBIC CIRCUS, che Garattini e il Cicap conoscono bene, è quella di sponsorizzare la crociata con tutti i mezzi possibili. Che poi il libro sia usato per accendere il caminetto non interessa loro. Non hanno velleità di guadagno o di successo editoriale. Il loro investimento è obbligatoriamente coperto dalle sovvenzioni dei sostenitori che non hanno come obiettivo l’utile economico, ma lo screditamento dell’omeopatia.

Ormai è acclarato che la cordata contro l’omeopatia abbia una natura puramente economica per contrastare la crescita continua delle terapia omeopatica tra la popolazione. Allora perchè nascondersi dietro maschere scientifiche quando il linguaggio è quello della economia aziendale. Infatti le persone che fanno sempre più ricorso dell’omeopatia sottraggono utili alle aziende farmaceutiche convenzionali che reagiscono sponsorizzando l’Homeophobic Circus che ha invaso da tempo e con grande fragore tutte le piazze mediatiche d’Italia.

L’importante è continuare con perseveranza ad infangare e screditare gli omeopati e il loro operato. Repetita iuvant.

Nell’economia comportamentale questo è indicato come “nudging ” (“indirizzare”). Se una istituzione potente vuole fare in modo che le persone scelgano una determinata cosa, la strategia migliore è rendere difficile la scelta dell’alternativa .

Pubblicando un altro libro sulla falsa riga del precedente, ripetendo le stesse menzogne a firma di un altro autore, costui verrà invitato nuovamente nel circuito mediatico a presentare il suo scritto continuando a tener alta l’attenzione sull’episteme dell’omeopatia con un messaggio negativo e screditante.

Questa strategia però non è sempre efficace perchè le vendite dei farmaci omeopatici, così dicono i sondaggi, il giorno successivo crescano ogni volta che il Burioni di turno offende i 600 milioni di persone che, nel mondo, si curano omeopaticamente.

Forse spegnendo i riflettori negativi puntati sull’omepatia, e lasciandoci lavorare con serenità e collaborazione il risultato sarebbe migliore sia per la medicina che per i pazienti.

Sarebbe peggiore per le aziende farmaceutiche, ed è per questo che…. the skeptic show must go on.

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3 commenti su “homeophobic circus presenta un altro libro.

  1. “…e il carrozzone va avanti da sè, con le regine, i suoi fanti, i suoi re… ”
    MITICO ALBERTO!!!!!!

  2. Raramente ho letto un articolo più ridicolo di questo del Dr. Alberto Magnetti. Il fatto curioso è che è scritto in buon italiano! L’omeopatia mi ricorda la tazza da thè rosa di Bertrand Russell che gira attorno al sole come gli altri pianeti, ma è così piccola che non si può vederla nemmeno con un potente telescopio. Qualcuno ci crede lo stesso, proprio come crede nell’omeopatia. Va detto che la maggioranza non sa cosa sia esattamente l’omeopatia; in genere la gente, e persino qualche medico, la identifica genericamente con medicina alternativa, ma di medicine alternative ce ne sono tante e qualcuna funziona pure. L’unica che, al di là dell’effetto placebo che vale sempre e ovunque, non può proprio funzionare è, guarda caso, proprio l’omeopatia. Non occorre essere degli scienziati, né dei medici per capire che una goccia di principio attivo, diluito nell’acqua di tutti gli oceani della terra, o anche di più, non può avere alcun potere. Ci si documenti, per favore, sulle prescrizioni del Dr Samuel Hanemann, il padre dell’omeopatia, già oggetto di derisione ai suoi tempi da parte di gente come Léon Foucault (se non ricordo male).

    1. Gentile Sig Frova la ringrazio per l’apprezzamento stilistico del mio articolo che le ha suscitato il senso del ridicolo. Normalmente, a commenti pregiudiziali come il suo, non rispondo, perché dopo 40 anni di professione medica omeopatica, di migliaia di patologie croniche curate e guarite, spesso dopo che i farmaci convenzionali avevano fallito, non ho più voglia di perdere tempo ad urlare nelle orecchie dei sordi. Da giovane ero così affascinato dai successi della terapia omeopatica che cercavo di comunicare a tutti le grandi possibilità di questa medicina, ora ho raggiunto una età che mi porta a sussurrare le parole e non più a scandirle a gran voce. Chi è intellettualmente aperto potrà percepirle e forse sollecitare la curiosità dell’approfondimento , chi invece “sa di sapere” rimarrà nella sua condizione di individuo chiuso all’evoluzione, ripetendo stupidaggini senza procurarmi alcun fastidio. Ognuno evolve a velocità diversa.
      Stasera però sono di buon umore, oggi ho fatto una vogata sul mio skiff con una temperatura di 25 gradi al 3 di febbraio e mi va di risponderle.
      In merito alle sue affermazioni circa l’omeopatia , devo contraddirla perché non hanno alcun fondamento scientifico. La sua metafora ormai desueta delle gocce nell’oceano fanno sorridere e possono convincere solo persone di scarsa cultura. Decine di lavori hanno dimostrato il contrario. Parliamo di scienziati come Luc Montagnier (come sa Premio Nobel) o il fisico Emilio Del Giudice o il fisico-chimico Vittorio Elia.
      Sul fatto poi che Hahnemann sia stato deriso ai suoi tempi non fa molto onore ai derisori. Anche Ignàc Semmelweis fu schernito ai suoi tempi per il “rituale” del lavaggio delle mani tanto da finire la sua vita in miseria e solitudine. I posteri riconobbero più tardi il valore della sua intuizione sperimentale e introdussero la sterilità nella pratica chirurgica.
      Parlare con termini così dispregiativi della seconda medicina più usata al mondo e utilizzata da 600 milioni di persone, fa sorridere Sig Frova, dimostrando una sua scarsa conoscenza della materia. Direi che lei fa parte di quella maggioranza compreso il Dott. Dobrilla, da lei citata nel commento, che non sa cosa sia l’omeopatia. Come si può giudicare e poi, eventualmente, criticare una materia senza conoscerla? Abbia il coraggio di superare i pregiudizi e si documenti presso le Società Scientifiche Omeopatiche accreditate presso lo Stato Italiano e vedrà che troverà materiale per spazzare via quella percezione del ridicolo che trova nelle mie parole.
      Abbia buona e lunga vita.

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