la maleodorante scienza scatologica di Enrico Bucci

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scatològico agg. [der. di scatologia] (pl. m. –ci), letter. – Di scatologia; relativo a scritto o discorso che tratta di escrementi, o che comunque ha contenuto e tono osceno, volgare: temi, argomenti scatologici.

Il 12 maggio 2021 su Il Foglio è apparso un articolo a firma di Enrico Bucci, affetto da una grave forma di omeofobia, in cui, con banale superficialità, si paragonavano le medicine integrate (omeopatia e agopuntura) all’usanza indiana di cospargersi di sterco di vacca e latte per proteggersi dal covid19.

Il biologo Bucci ha fatto copia incolla con un suo vecchio articolo e lo ha riproposto con un nuovo titolo per non affaticarsi a pensare o a documentarsi meglio.

Il giovane Bucci, in quanto biologo, non ha mai curato un paziente pertanto le sue eventuali nozioni cliniche sono solo espressioni culturali. Nonostante ciò, spesso, pontifica varie fake-news sull’omeopatia e sull’agopuntura. E’ un sintomo classico della malattia di cui soffre.

Mentre il biologo Bucci, con supponente incompetenza, offendeva 8000 medici regolarmente registrati agli Ordini dei Medici come medici competenti in Omeopatia e Agopuntura, il Dott. Giorgio Albani, medico omeopata pubblicava su Bibliocampus un articolo in cui fotografa con fermezza e competenza la realtà di un medico omeopatico oggi.

Lo pubblico perchè lo ritengo ottimamente rappresentativo dell’operato di molti medici in questo periodo oscuro della medicina e una giusta risposta alle deliranti affermazioni degli omeofobi.

Chi sono i medici omeopati oggi?

Medici che aggiungono alla conoscenza della medicina convenzionale e, spesso, ad alcune specializzazioni, la competenza in omeopatia.

Dove sono i medici omeopati in questo momento?

Negli ospedali, nelle cliniche, nei pronto soccorso, nei reparti di terapia intensiva e di urgenza, nelle rianimazioni, nelle cliniche psichiatriche, nei reparti di medicina e chirurgia, nelle comunità terapeutiche, a volte nelle missioni internazionali (con la divisa e senza), in mezzo alla gente a fare tamponi, nelle case degli ammalati, negli ambulatori ad accogliere, ascoltare e visitare le persone, nei laboratori a fare ricerca, nelle università a studiare o a insegnare.

Cosa fanno i medici omeopati?

Curano le persone. Cercano di capire quando e come farlo meglio. Utilizzando l’omeopatia ogni volta che sia possibile e prescrivendo medicina convenzionale ogni volta che sia indispensabile, necessario, opportuno, prudenziale. Spesso cercando un connubio tra i due sistemi terapeutici.

Ascoltano, visitano, curano, corrono nelle urgenze, attendono nelle ordinarietà, rispondono alle domande dei pazienti, leggono, scrivono, fanno ricerca.

Come ogni medico ragionano, raccolgono dati, fanno ipotesi, si confrontano con umiltà tra loro e con altri medici, analizzano i percorsi terapeutici, prendono atto di ciò che va e ciò che non va, si aggiornano costantemente nella materia omeopatica e nella medicina convenzionale. Se specializzati, nel loro campo di competenza: generici, pediatri, dermatologi, endocrinologi, psichiatri, internisti, oncologi, ematologi, immunologi, virologi, nefrologi, chirurghi, otorinolaringoiatri, odontoiatri, ecc. ecc. .

Da uomini e donne moderni vivono nella società,

frequentano e partecipano a gruppi sociali, gruppi sportivi, gruppi artistici e culturali, organizzazioni di volontariato e sostegno. Partecipano alla vita politica, se credenti alla vita religiosa, seguono le loro famiglie, si occupano delle persone care. Gioiscono, piangono, si entusiasmano, a volte si disperano, cercano in ogni caso di costruire la serenità possibile per loro stessi, per i loro cari, per i loro pazienti senza mai perdere di vista il resto del mondo. Aggiungono a ciò, e non potrebbe essere altrimenti, una sensibilità particolare per la natura e per le politiche e le questioni ambientali.

Si applicano al presente per costruire il futuro.

I medici omeopati: medici, uomini e donne del nostro tempo.

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3 commenti su “la maleodorante scienza scatologica di Enrico Bucci

  1. Finalmente parole che restituiscono dignità e onore a tanti medici coraggiosi e onesti! Io ci stamperei dei manifesti per tappezzare la mia città. Veramente! Penso che occorrerebbe “mostrarsi” alla gente, ritagliarsi degli spazi, rendersi visibili per contrastare questo silenzio assordante in cui è stata relegata l’omeopatia. Ma noi pazienti, che vogliamo continuare ad usufruire di questo modo di curarci a tutto tondo, possiamo dare una mano per difendere e far conoscere questa arte medica?

    1. Gentile Sigra Schirone per contrastare il silenzio mediatico e l’ostracismo culturale che sta penalizzando l’omeopatia in questi ultimi anni l’unica strada è comunicare il più possibile le nostre ragioni con i fatti, le guarigioni e le ricerche scientifiche. Ciò si realizza, da una parte, con la costituzione di associazioni di pazienti che si curano con l’omeopatia o con l’adesione a quelli già esistenti per esempio l’APO (Associazione Pazienti Omeopatici) dall’altra con l’associazionismo medico già attivo da molti anni (FIAMO e SIOMI) che attraverso siti, newsletter e blogs fanno circolare l’evidenza del valore dell’omeopatia.

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