Platone e l’omeopatia

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Pochi  giorni fa, discutendo con mio figlio diciottenne (non esattamente un secchione) sull’importanza dello studio, lo esortavo a pensare ad un suo prossimo futuro da studente universitario per avere una preparazione più adeguata ad affrontare il mondo odierno così competitivo e selettivo. Nell’enfasi delle argomentazioni ad un certo punto gli ho detto: “Oggi cosa puoi fare con una licenza di scuola superiore  in un mondo dove persino gli ingegneri per campare lavorano nei call-center  e fior di laureati con grandi potenzialità devono andare all’estero per esprimere il loro talento?” . Dopo un attimo mio figlio mi rispose: “Per esempio in Italia posso fare  il Ministro della Salute con una licenza classica come la LORENZIN o il Ministro dell’Istruzione con un diploma della scuola magistrale triennale di abilitazione all’insegnamento nella scuola materna come la FEDELI.

Aveva ragione,  soprattutto alla luce della legge sull’obbligatorietà per le  maestre elementari di avere una formazione universitaria dal 2001. Le maestre elementari si ma i ministri della Repubblica no. L’arroganza e l’ignoranza della casta non ha limiti.

Una casta ignorante è molto più malleabile e corruttibile dal potere economico che la può gestire con facilità. La recente campagna pro-vax e parallelamente anti-omeopatia ne è un esempio. Ormai la collusione diretta o indiretta con le case farmaceutiche è evidente.

L’omeopatia in questi ultimi anni è stata posta al centro di un machiavellico intreccio di interessi commerciali per penalizzarla e decretarne la fine. Se, inizialmente, trattare di questa materia poteva portare al rischio di scivolare nel complottismo, oggi i dubbi e le nebbie si sono diradate e i giochi si sono rivelati in tutte le loro sporche trame.

Come rovesciando un masso, si è rivelato un mondo sottostante fatto di meschinità e di scaltra e spregiudicata gestione degli obiettivi del marketing.

La campagna mediatica contro l’omeopatia ha continuato a martellare i cittadini italiani e del mondo con il fine di screditare ai loro occhi il lavoro di migliaia di medici che la impiegano con ottimi risultati.

Il lavoro dei ricercatori per il riconoscimento scientifico dell’omeopatia è continuata in questi anni con buoni risultati, nonostante le ondate denigratorie e le difficoltà nel reperire fondi per ricerche di alto livello.

John Ioannidis, docente di medicina e del metodo scientifico all’Università di Stanford, nel 2005, pubblicò un lavoro in cui elencava le più frequenti tipologie di vizi metodologici casuali o voluti in cui poteva incorrere un lavoro scientifico inficiandone il valore.

Il titolo emblematico del suo scritto era: “Perchè la maggior parte dei lavori pubblicati è falsa”. Ioannidis risulta essere uno degli scienziati con più citazioni al mondo.

Gli fa eco il premio Nobel per la medicina 2013 Randy Schekman, biologo americano, che ha scoperto il meccanismo che regola il trasporto delle molecole nelle cellule, ed è anche la nuova icona anti-casta che lancia accuse violente, su un problema di cui in realtà si discute da tempo.“La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente”“Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una tirannia che va spezzata”.

Continua Schekman: (le riviste come Nature, Cell e Science) “Pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione. La tentazione di vedere i propri lavori pubblicati su quelle riviste spinge i ricercatori ad aggiustare i risultati, per renderli più accattivanti e “alla moda”. Tutto questo ovviamente a discapito di scoperte magari meno trendy ma più importanti e determinanti per il progresso“.

Questo scenario mi ha ricordato il mito della Caverna di Platone. Il mito descrive una caverna e, sul fondo, uomini che sono nati al suo interno e che non sono mai usciti fuori. Stanno seduti e incatenati, con gli occhi rivolti verso la parete della caverna. Non possono uscire, vedere l’esterno o liberarsi. Dinnanzi alla  caverna è acceso un grande fuoco, che proietta sulla sua parete le ombre di tutto quello che passa davanti all’ingresso. Al di fuori della caverna c’è un altro mondo con persone, animali ecc.

Gli uomini della caverna però percepiscono solo le voci e i suoni, e vedono solo le ombre che passano, proiettate dal fuoco sulla parete che hanno di fronte. Questo è tutto ciò che conoscono e che credono Realtà.

Nel caso in cui uno di questi uomini potesse liberarsi dalle catene e uscire dalla caverna, verrebbe prima abbagliato dalla luce, ma poi si renderebbe conto che il mondo che credeva Realtà era invece solo l’ombra della Realtà che ora, davanti a lui, si rivela in tutta la sua pienezza e vastità e diversità.

Se, ritornato nella caverna lo raccontasse ai compagni cercando di convincerli di quella strabiliante Realtà che c’è là fuori, se cercasse di liberarli e portarli all’esterno, verrebbe deriso e non creduto dalla stragrande maggioranza di loro, anzi esortato da tutti a tornare indietro e restare nella caverna, con loro, al sicuro, nella consueta Realtà.  Ottimisticamente conclude PLATONE “Ma l’uomo, ormai liberato dalle catene dell’Oscurità e dell’ignoranza, e consapevole, pienamente cosciente della nuova e meravigliosa Realtà sperimentata fuori dalla caverna, mai più vi farà ritorno, e si incamminerà, felice, alla scoperta del suo nuovo mondo.”

Da 200 anni gli omeopati dopo essere usciti dalla caverna cercano di convincere i loro simili che la realtà è diversa da quella che viene a loro prospettata e che non esiste un solo modo per curarsi e guarire. C’è un alternativa che risparmia le migliaia di morti per farmaci (2° causa di morte negli USA) e che,  in circa il 60% dei casi, restituisce la salute psicofisica utilizzando e rinforzando le naturali difese dell’organismo.  Una alternativa che fa risparmiare il 50% dei costi di terapia e diagnostica alla collettività.

Ma nella caverna i padroni del fuoco che crea le ombre sono in subbuglio perchè hanno capito che prima o poi queste nuove esperienze faranno vacillare il loro potere e il cambiamento li travolgerà.

E’ ciò che tutti speriamo!

Il futuro è segnato dall’avanzata inarrestabile del nuovo. Anche se  il Prof  Burioni afferma che la scienza non è democratica dovrà farsene una ragione e prendere atto che le cose cambiano nonostante il pregiudizio abbondantemente stipendiato e motivato economicamente dai mille conflitti di interesse.

 

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