omeopatia alla riscossa contro il Coronavirus

dott. Ciro D'Arpa omeopata
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Omeopatia alla riscossa contro il Coronavirus

ResearchGate è tra le più importanti piattaforme informatiche del mondo al servizio della scienza.

Ne fanno parte circa 17 milioni di ricercatori di tutto il mondo appartenenti a varie branche scientifiche. Sono presenti 135 milioni di pubblicazioni.

Nella speciale classifica dei primi 10 articoli più consultati, nella sezione COVID-19 tra migliaia di articoli, è apparso questo lavoro (in inglese ed in italiano), UNICO articolo sull’omeopatia ad oggi in questa classifica.

Symptomatic COVID-19 positive and likely patients treated by homeopathic physicians – an Italian descriptive study

Pazienti sintomatici COVID-19 positivi e probabili trattati da medici omeopati -uno studio descrittivo italiano

Gli autori sono tutti italiani:

il Dott. Ciro D’Arpa, medico omeopata, responsabile del Dipartimento di Epistemologia ed Etica della Società Italiana di Medicina Omeopatica,

Ciro D’Arpa

il Dott. Andrea Valeri, medico omeopata, Presidente della Società Italiana di Medicina Omeopatica e Responsabile della Ricerca,

Dott. Andrea Valeri

la Dott.ssa Raffaella Pomposelli, medico omeopata, Presidente della Fondazione Belladonna,

Raffaella Pomposelli

la Dott.ssa Silvia Pipitone, patologo clinico, specialista in ematologia clinica e di laboratorio ed in biochimica e chimica clinica, nellU.O. Diagnostica Ematochimica dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma.

In appendice allo stesso articolo, il dr. D’Arpa ha poi pubblicato una nota sulla “Frequenza delle prescrizioni omeopatiche nei pazienti COVID-19 positivi o probabili trattati da medici omeopati italiani”.

Ne ho parlato con il dr. D’Arpa, (autore, tra l’altro, di una recente pubblicazione dal titolo Omeofobia)

Gli ho chiesto di illustrarci come nasce e come si sviluppa questo lavoro.

“Quando a febbraio hanno cominciato a manifestarsi i primi casi di COVID-19, i medici omeopati sono stati subito in grado di trattare i pazienti sin dall’esordio dei sintomi.

La malattia non era ancora nota nel suo effettivo decorso, né erano disponibili terapie specifiche.

Ma, come tu ben sai, l’omeopatia basa il suo intervento sulla individualizzazione della terapia specifica per ogni singolo paziente, quindi per noi è risultato semplice trattare i malati, anche telefonicamente.

Io ho semplicemente chiesto ai medici italiani con competenza aggiuntiva in omeopatia di inviarmi i riporti dei casi che trattavano, a prescindere da quali fossero stati gli esiti.”

Gli esiti quali sono stati?

“I loro pazienti sono guariti e nessuno di essi ha avuto bisogno di un ricovero ospedaliero. Dopo aver raccolto i primi 50 casi consecutivi, abbiamo pubblicato questo primo report.”

Si possono trarre delle conclusioni scientifiche da questo vostro lavoro?

“No. Manca ancora un gruppo di controllo ed il campione è troppo piccolo e per potere trarre conclusioni. Questo è soltanto uno studio descrittivo.

Perché allora ha suscitato questo interesse internazionale?

“Un po’ in tutto il mondo si sta comprendendo che il futuro della terapia verso la COVID-19 si giocherà sempre più nel trattamento extra-ospedaliero. E noi abbiamo fornito indicazioni interessanti appunto in questo campo.

Ci sarà un seguito a questa pubblicazione?

Sicuramente. Lo studio è appena all’inizio.

Abbiamo ampliato il nostro campione di casi trattati omeopaticamente e raccolto anche dei casi di controllo. Abbiamo potuto precisare la semeiotica e le fini caratteristiche sintomatologiche della COVID-19 soprattutto nelle prime fasi di decorso.

Ciò ha un duplice obiettivo.

Forniremo ai medici omeopati materiale aggiuntivo alla loro normale pratica di individualizzazione delle cure in ogni singolo malato. Inoltre offriremo a tutti i medici una descrizione accurata della sintomatologia per aiutarli nella diagnosi differenziale precoce della malattia e nella prognosi, perché questa è una malattia che va trattata prima possibile per diminuire la possibilità delle complicanze polmonari gravi.”

Cioè, i medici omeopati daranno una mano ai medici convenzionali a capire questa malattia?

“Gli omeopati sono specialisti nella clinica individuale.

Hanno una grande competenza nella descrizione accurata dei sintomi che può risultare persino più precisa, ad oggi, dei correnti accertamenti diagnostici e che si è dimostrata altamente utile nelle consultazioni telefoniche.

Questo sarà messo a disposizione di tutti.”

Potrebbe essere un passo avanti perché le nostre istituzioni comprendano l’importanza dell’omeopatia?

“Non penso che le nostre istituzioni abbiano questo interesse, visto che sino ad oggi continuano a mistificare pubblicamente la Medicina Omeopatica. Non credo che coglieranno l’indicazione”

Cosa credi invece?

“Credo che prima di essere un fatto istituzionale, la Medicina sia fatta da medici e pazienti. Qualunque sia l’interesse delle istituzioni, l’impegno dei medici omeopati riguarda i singoli pazienti che si rivolgono a loro.

Inoltre è auspicabile che prendano maggiormente l’abitudine di documentare i lori casi correnti approfondendo gli studi fisiopatogici sul loro operato migliorando, così, il confronto con gli altri colleghi.

Dobbiamo contribuire a migliorare la comunicazione scientifica e clinica fra tutti i colleghi, del tutto a prescindere dagli interessi delle istituzioni.

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3 commenti su “omeopatia alla riscossa contro il Coronavirus

  1. Carissimo collega
    Pur essendo infettivologa tra i miei pazienti non ho nessun caso di covid19.
    A tutti ho fatto fare la profilassi omeopatica.
    Sarà per questo o è solo fortuna?

    1. Carissima collega
      la curiosità scientifica ci dovrebbe portare, quando le acque saranno chete, a rianalizzare i dati del disastro e confrontarli per arrivare a qualche deduzione sostenibile. Parlo della terapia omeopatica preventiva, della ipotetica interferenza virale della vaccinazione antiinfluenzale (citata dallo studio militare USA), polluzione atmosferica ecc. Le conseguenti conclusioni andranno difese da tutti i tentativi di corruzione a fini utilitaristici.
      Per quanto riguarda le nostre esperienze (anche la mia è sovrapponibile alla tua) seppur consapevole che non siano scientificamente significative ci lasceranno sempre una piacevole sensazione di positività per aver agito correttamente e aver aiutato molte persone, visto che il nostro più alto fine, come medici, è curare le persone e renderle sane. Poi un po’ di fortuna non guasta mai!! un caro saluto. Alberto

  2. Anch’io ho fatto prevenzione omeopatica su me stesso, familiari e conoscenti con ottimi risultati:nessuno si è ammalato.

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