il Grillo “stra” parlante e la risposta secca del mondo scientifico omeopatico

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Mentre il Dott. Peter Fisher, medico omeopatico della regina Elisabetta e direttore della Faculty of Homeopathy e del già Homeopathic Hospital è morto travolto da un camion a Londra mentre era in bicicletta, rappresentando una grave perdita per il mondo omeopatico, in Italia si discute, oltre che del drammatico crollo del ponte di Genova e dei suoi inutili morti,  delle esternazioni farneticanti di Beppe Grillo sull’omeopatia.

vi farò una cronistoria.

tutto comincia da qui:

L'appello di Beppe Grillo ai farmacisti: "Non vendete prodotti omeopatici".

Sul suo blog il fondatore del Movimento Cinque Stelle critica l’omeopatia e la “degenerazione” del dibattito sulla scienza

questo il testo

All’Ordine dei Farmacisti Italiani

di Beppe Grillo e il suo Neurologo – In queste ultime settimane abbiamo riflettuto molto sulla difficoltà a comprendere il significato della parola scientifico da parte delle persone. E’ stato disorientante, preoccupante e quasi penoso, assistere ad una degenerazione del dibattito così profonda.

E’ pur vero che non dovremmo stupircene più di tanto se consideriamo la diffusione di trattamenti e metodologie diagnostiche al limite dell’assurdo. Basti pensare alla fiducia con cui molte persone si rivolgono ai cosiddetti guaritori, fenomeno più volte denunciato dagli stessi media, in trasmissioni come “Striscia la notizia”.

La certezza di trovare nell’Ordine dei Farmacisti Italiani una sponda di razionalità è quindi praticamente matematica. E’ infatti difficile immaginare un laureato in farmacia che invita un paziente a rivolgersi ad un guaritore. Difficile che accada quanto illegale.

I medici di base e le farmacie rappresentano uno dei fari sempre fissi per il cittadino, sempre a rischio di perdersi fra le ciance infinite, le opinioni e i dibattiti: di fronte alle difficoltà che la malattia ed il disagio comportano non si devono, e non si possono, creare dubbi nella sua mente.

Per questa ragione mi appello al Vostro Ordine e a tutti i professionisti che rappresentate: evitiamo che le farmacie continuino a confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici. I fortissimi dubbi sulla loro efficacia da parte del mondo scientifico sono di dominio pubblico.

Così, senza permettermi un giudizio definitivo, l’omeopatia è stata più volte messa in discussione, sino a ripetuti quanto implacabili verdetti di inefficacia e inopportunità. Questo sia per quanto concerne la validità come opzione terapeutica che per la possibilità di un ritardo nell’approccio adeguato. Ritardo che potrebbe essere causato proprio dall’abuso di prodotti così a rischio di inefficacia e che, pur essendo in vendita in molte farmacie, farmaci non possono essere definiti.

Non dimentichiamo che, proprio il loro commercio nelle farmacie potrebbe, per contiguità e similarità, contribuire a confondere il cittadino. L’utente potrebbe infatti pensare: “se quel prodotto è in vendita in una farmacia significa che sarà efficace!” Come dubitarne…In fondo si tratta dello stesso posto dove si va, muniti di ricetta, dopo essere stati visitati dal proprio medico di fiducia, dallo specialista ospedaliero o appena dimessi dopo un ricovero; magari per un delicato trattamento chirurgico di alta specialità.

Il nostro sistema sanitario è uno dei migliori al mondo, per affidabilità e livello di copertura nei confronti dei cittadini. Agli occhi del Ssn siamo tutti uguali nei diritti, indipendentemente da quale patologia ci ha colpiti. Ed è anche in nome di questa evoluzione che chiediamo la sospensione della vendita presso le farmacie italiane di prodotti senza che ne sia stata scientificamente comprovata l’efficacia.

Nell’augurare a tutti i farmacisti italiani buon ferragosto mi viene in mente l’uso, almeno preventivo, dell’acqua fresca: bagnarcisi la testa in queste estati sempre più afose.

ARRIVA IL PLAUSO DI BURIONI: “Bravissimo Beppe Grillo. Speriamo che questa presa di posizione chiara, coraggiosa e illuminata sua di buon auspicio per il futuro” scrive su Twitter l’immunologo, Roberto Burioni.

Immediata è la risposta del mondo omeopatico con il

COMUNICATO STAMPA FIAMO

Alla luce delle recenti dichiarazioni di Beppe Grillo sul suo Blog, la FIAMO (Federazione Italiana delle Associazioni e Medici Omeopatia: www.fiamo.it)   ritiene opportuno precisare quanto segue:
L’Omeopatia è stata riconosciuta “atto medico” proprio dalla FNOMCeO nello storico convegno  di Terni del maggio 2002. Gli omeopati, quindi, sono a tutti gli effetti medici, la cui ulteriore competenza in Medicina Omeopatica è stata acquisita attraverso un lungo e rigoroso processo formativo. A tal proposito la FIAMO intende far presente che detta formazione è regolamentata da un atto legislativo, ovvero dall’Accordo Stato-Regioni (febbraio 2013). Pertanto, in quanto medici, gli omeopati sono i primi a battersi contro i rischi dell’abusivismo nonché contro la deprecabile  categoria dei cosiddetti “guaritori”, ai quali Beppe Grillo vorrebbe assimilarli ma coi quali essi non hanno assolutamente nulla in comune.
La FIAMO, inoltre, intende far presente che è in fase di conclusione la registrazione dei medicinali omeopatici che, a partire dal 1° gennaio 2019 e per effetto del recepimento di una direttiva europea, entreranno nel prontuario farmaceutico in qualità di Farmaci, esattamente come quelli convenzionali. Ciò è stato ben evidenziato anche dal presidente dei Farmacisti, dottor Andrea Mandelli, in un’intervista rilasciata subito dopo l’appello di Beppe Grillo ai farmacisti affinché non vendano medicinali omeopatici, cosa che non possono rifiutarsi di fare sia per legge che per codice deontologico proprio (http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=64897)
Quanto alla mancanza di evidenze scientifiche, la FIAMO respinge con decisione questa affermazione. Basti pensare che nelle principali banche dati mondiali sono consultabili migliaia di studi. In tal senso Beppe Grillo, prima di parlare di argomenti di cui è totalmente digiuno, farebbe bene a consultare un database italiano (http://databaseomeopatia.alfatechint.com ), online dal mese di maggio, che raccoglie al momento circa 1.100 lavori pubblicati, indicizzati e di cui è disponibile un link per poter risalire all’abstract/full text.
Spiace constatare, purtroppo, che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e magari si limita a ripetere “a pappagallo” notizie prive di ogni fondamento. Soprattutto stupisce l’incredibile voltafaccia da parte di chi ha sempre sostenuto di volersi battere per la libertà di scelta terapeutica mentre ora preferisce accodarsi agli autoproclamati “difensori della Vera Scienza”.
Pertanto, la FIAMO si augura che Grillo riveda le sue posizioni sull’Omeopatia e che l’Ordine dei Farmacisti non raccolga il suo invito, che invece sembra istigare alla violazione della legislazione vigente e della Deontologia dei singoli Ordini professionali.
Le sue dichiarazioni, infatti, risultano totalmente avulse dal contesto legislativo italiano ed europeo e sono, in ultima analisi, frutto di disinformazione e pressappochismo.

anche il DOTT. MAURIZIO ROMANI, medico chirurgo già Vice Presidente Commissione Sanità del Senato XVII Legislatura risponde a Grillo.

Grande Beppe!! In un momento in cui tutti parlano di Di Maio e di Salvini, mentre Di Battista porta il figlio a vivere una esperienza formativa in Sudamerica scrivendo profondi reportage di viaggio sul Messico e poi sul Guatemala pubblicati sulla Repubblica, riesci a catalizzare l’attenzione giornalistica e riempire tutti i giornali lanciando un appello fondamentale per la difesa della nostra salute: “Basta con la vendita di prodotti omeopatici da parte dei farmacisti…”
Sei il migliore, riesci sempre a sorprendermi, scrivi di una cosa della quale non ti importa assolutamente nulla, di cui non conosci niente e i giornalisti fanno a gara per dargli risalto mediatico. Come ti invidio! Ovviamente non voglio entrare nell’argomento specifico del tuo appello, essendo semplicemente un medico che per giunta, ogni tanto, prescrive qualche rimedio omeopatico, pregando la “divina provvidenza” che risolva un piccolo problema di salute e, il paziente nella vana ricerca di un farmacista che gli venda di nascosto un rimedio, non venga assalito da crisi di ansia che lo spingano a fare un “viaggio della speranza” nella incivile Svizzera o a San Marino.
Ma forse questo articolo è la premessa di un progetto più grande, d’altra parte stiamo parlando di un uomo che ha reso reale un sogno, per un breve periodo anche il mio sogno, cambiare questo Paese; dove i laureati per lavorare sono costretti ad emigrare all’estero dove contano le capacità e non essere “figli di…” e, visto che ora non si riesce a modificare la fuga di cervelli, la soluzione futura potrebbe essere quella di mandare anche i pazienti che credono ai guaritori a fargli compagnia. 
Devo dire che sei sempre stato un apripista per soluzioni avveniristiche. È per questo che quando scrivi, quando parli, quando fai spettacolo (cioè sempre) la stampa ti segue, ti cerca, vuole SAPERE. Io ti sono stato vicino, sono salito sul palco con te, ti ho abbracciato, ho condiviso la cena (pagandola con piacere) e non ho imparato niente!! 
Nessun giornalista mi rincorre, al limite mi sorridono, mi dicono “bravo hai fatto un bellissimo discorso”, ma nessun articolo esce sui giornali, resto un perfetto sconosciuto, eletto solo grazie alla tua bravura comunicativa. Ho condiviso una splendida esperienza insieme ad un manipolo di sprovveduti eletti che vivono, o forse sarebbe meglio dire vivevano della tua luce riflessa, in estasica ammirazione, che come vedi fa fatica a spengersi, anche dopo la mia cacciata per avere messo in discussione la buona fede del “profeta”.
Sono però disposto a fare pubblica ammenda, ma insegnami come fare a scrivere una serie di sciocchezze ed avere ugualmente inviti a talk show, articoli sui giornali, giornalisti che mi impediscono di scendere dalla macchina per rubarmi tre parole inutili di commento… Ovviamente non ti chiedo un posto di ministro, sottosegretario, o al minimo di parlamentare, perché questo non ti compete più, ora, come nella perfetta democrazia rappresentativa, dovrei chiederlo a chi è più in alto nel partito oppure all’Azienda che lo manovra a piacimento, ma so che questo non piace nemmeno a te ed è il motivo per il quale voli più alto difendendo la salute dei “cittadini” da oscuri guaritori occulti, fidando anche nella sorte che se uno non legge il nome ma si ferma al cognome potrebbe pensare che siano le parole di una “illuminata” ministra della salute.
Pensavo di scrivere della “brutta fine del Movimento” o meglio, di quello che era il pensiero con cui è nato, delle bellissime serate a parlare di politica, di progetti, di speranze, nei vari Meetup ( a proposito dove sono finiti?). Delle esperienze nei consigli comunali a fare “fiato sul collo”, cioè a registrare le sedute per portare all’esterno ciò che avveniva nelle segrete stanze e rendere tutto visibile e trasparente (a proposito dove sono finite le dirette streaming? Dov’è finita la trasparenza? Nella piattaforma Rousseau?) 
Vorrei scrivere che te e molti altri preferivano restare all’opposizione, oppure anche qui mi sbaglio, il sogno era prendere il potere da soli e fare poi una votazione online per sapere se gli iscritti e, di conseguenza i CITTADINI volevano una “democrazia illiberale” oppure un “liberismo antidemocratico” entrambi anticipatori dell’uomo forte al comando al grido: “Beppe-Beppe-Beppe” ….

Ma se scrivessi tutto questo, la stampa forse continuerebbe a non considerarmi e mi esporrei alle ire della staff comunicazione del Movimento, quello sì che funziona bene ed è pronto ad aizzare troll e costruire fake news per mettermi definitivamente a tacere. Ma siccome il mio unico obiettivo è quello di essere bravo, quasi quanto te, a livello comunicativo, pensavo di scrivere un altro appello, cercando di imitare il Maestro:
“Appello a tutti gli iscritti a Confagricoltura di non votare alle prossime elezioni la senatrice a vita Elena Cattaneo, che vuole gli OGM in Italia e considera il biologico una presa in giro…”

P.S. Nel post metto una mia foto, altrimenti non è facile per Beppe Grillo ricordarsi chi sono.
Come puoi notare, non ho ritenuto opportuno utilizzare questa sede per spiegarti l’importanza per i medici che utilizzano con “scienza e coscienza” le cosiddette Medicine Non Convenzionali, di avere la possibilità di fare acquistare in farmacia i rimedi omeopatici, essendo questo un “atto medico” e non una pratica da guaritori. 
Questo dovrebbe essere un deterrente per evitare che personaggi ambigui che non hanno nessuna conoscenza diagnostica e terapeutica possano esercitare una professione che compete esclusivamente al medico e la cui distribuzione è delegata esclusivamente al farmacista.
Infine i farmacisti che consigliano ad una persona di provare rimedi omeopatici, fitoterapici, antroposofici ecc. per la loro patologia, spesso cronica, non gli suggeriscono guaritori più o meno improvvisati, ma di rivolgersi ad un “medico esperto”. Questa è una garanzia di professionalità, poi, come in tutte le professioni, ci sono gli speculatori e gli improvvisati ecco perché invece di fare appelli senza senso sarebbe molto meglio scrivere e fare approvare Leggi con norme certe per la preparazione professionale di chi sceglie di utilizzare anche le medicine non convenzionali. 
Ti saluto e resto a tua disposizione per qualsiasi approfondimento riterrai opportuno.

Grande anche la risposta di Marcello Pamio su DISINFORMAZIONE.IT  con un post mordente, ironico e arguto dal titolo:

Beppe Grillo e «Paraculum 100 CH

Lettera all’Ordine degli psichiatri italiani

Alzheimer? Demenza senile precoce? Utilizzo di stupefacenti? Abuso di psicofarmaci? Sostituzione con un clone? O più semplicemente il Re è completamente nudo?
Ai posteri-elettori l’ardua sentenza…
Mi riferisco all’ultima gravissima sparata di Giuseppe Grillo, ex comico, ex padre spirituale del «Movimento 5 stelle», e da ieri anche ex cervello pensante.
Una presa di posizione inquietante, sotto forma di post intitolato «Fate ordine» scritto assieme al suo neurologo. Già questo è un indizio interessante sulla sua attuale situazione…

Grillo e la «scientificità»
Il guru del «finto-cambiamento» parte in tromba sul concetto di scientificità.

Egli (forse assieme al suo neurologo) avrebbe in queste giornate afose e calde «riflettuto molto sulla difficoltà a comprendere il significato della parola scientifico da parte delle persone. E’ stato disorientante, preoccupante e quasi penoso, assistere ad una degenerazione del dibattito così profonda».
Prende immediatamente posizione nei confronti della Scienza, quella con la Esse maiuscola.
Difende quindi a spada tratta la Scienza di SuperQuark, la scienza alla pierino angel e robertino sborion (che lo applaude pubblicamente).
Secondo Grillo il nostro «sistema sanitario è uno dei migliori al mondo, per affidabilità e livello di copertura nei confronti dei cittadini. Agli occhi del SSN siamo tutti uguali nei diritti, indipendentemente da quale patologia ci ha colpiti».
La miopia del nostro è più grave del previsto, ma forse se hai i miliardi che il genovese ha depositato in banca, quello che vedi sono servizi perfetti ed efficienti, se invece i soldi non li hai e fai fatica ad arrivare a fine mese, allora ti devi accontentare di quello che passa il convento.
Ma sappiamo che la scienza non è democratica, come ci ricorda sempre il suo grande estimatore.

Di quale «scienza» Grillo si riempie la bocca?
Forse dovrebbe rivedere un attimo le dichiarazioni del dottor Richard Horton, capo-redattore della rivista «The Lancet» quando spiega come avvengono le pubblicazioni scientifiche, ridotte ad una mera «operazione di marketing travestita da scienza legittima. Le società farmaceutiche hanno trovato il modo di eludere le norme di controllo della revisione paritaria. In troppi casi riescono a seminare letteratura settoriale di lavori scientifici di bassa qualità che possono poi usare per promuovere i loro prodotti presso i medici. Le case farmaceutiche ci stanno imbrogliando. Ci arrivano articoli con su i nomi dei medici e spesso scopriamo che alcuni di loro sanno poco o niente di quanto hanno scritto».
Lo stesso Horton in un redazionale datato 11 aprile 2015 sempre su «The Lancet» ha denunciato pubblicamente che «metà della ricerca medica è falsa!».  Concludendo che «la scienza ha preso una piega verso il buio». Ma forse Grillo si trova più a suo agio nella tenebra, rispetto alla luce…

Oppure, tra un dvd e l’altro, potrebbe leggersi sotto l’ombrellone «Medicine letali e crimine organizzato», l’ultimo libro del dottor Peter C. Gøtzsche, scienziato di fama internazionale, già direttore del prestigioso «Nordic Center della Cochrane Collaboration» di Copenaghen, in cui spiega i requisiti per stabilire se un farmaco è efficace. «Attualmente il solo requisito che viene considerato vincolante per stabilire se un farmaco è efficace è la presenza di un effetto statisticamente significativo in soli due studi clinici randomizzati e controllati (dalle aziende stesse) a confronto con il placebo. Questo obiettivo è facilmente raggiungibile, anche perché se l’azienda non raggiunge il proprio obiettivo può continuare a realizzarne altri, fino al momento in cui ce ne sono almeno due che cedono alle sue insistenze. La comparazione con il placebo non ci dice nulla purtroppo se il nuovo farmaco è migliore o peggiore di un farmaco già in commercio.
Le aziende dispongono di svariate tecniche per manipolare gli studi clinici randomizzati che finanziano. Possiedono vari sistemi per ingannare le agenzie di controllo e far approvare farmaci pericolosissimi per la salute umana».
Ecco la medicina osannata da Grillo: quella che provoca ogni anno milioni di morti e un numero incalcolabile di disabilità, e proprio per questo motivo rientra nelle prime tre cause di morte nel mondo occidentale!

Ma queste ovviamente sono solo Fake News…

Metodologie diagnostiche
«E’ pur vero che non dovremmo stupircene più di tanto se consideriamo la diffusione di trattamenti e metodologie diagnostiche al limite dell’assurdo».

Molto interessante questa affermazione, anche perché Grillo il 26 settembre 2002 era a Bologna in un evento organizzato da Paolo Brunetti della storica casa editrice Andromeda, assieme al compianto professore Gianfranco Domenighetti (Ministro della sanità del Ticino per diversi decenni).
Titolo della straordinaria relazione: «Screening: disinformare per convincere».
Informazioni di vitale importanza per comprendere che gli screening, detti erroneamente «esami preventivi», come vengono praticati oggi, rientrano in un’operazione di marketing delle lobbies: cercare il malato nel sano, e lo trovano sempre.
Questo Grillo lo sapeva perfettamente, anche perché stimava Domenighetti.
Adesso però che il professore non c’è più, ha drasticamente cambiato bandierina…

Grillo Vs Omeopatia
Il senso del suo articolo era appellarsi all’Ordine dei farmacisti affinché nelle loro botteghe non si continui «a confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici».
Il motivo è presto detto, secondo l’esperto genovese «i fortissimi dubbi sulla loro efficacia da parte del mondo scientifico sono di dominio pubblico».

Quale sarebbe il mondo scientifico, e dove sarebbero i documenti ufficiali? Il comico come sempre è un mago nel buttare il sasso nello stagno, nascondendo la mano.
Forse si riferisce al ridicolo documento preparato da un povero ginecologo con la fissa per le bufale? Uno che conosce l’omeopatia esattamente come Burioni conosce il rispetto, ma spinto da una «forza» interiore di moralità ha tentato, con risultati a dir poco pietosi, di demolire una medicina che esiste da circa 250 anni, che viene utilizzata da oltre 600 milioni di persone e prescritta da circa 500.000 medici laureati nel mondo (dati OMS).
Secondo Grillo forse un medico dopo sei anni di laurea universitaria, altri quattro o sei anni di specialistica, e altri tre o quattro anni di Scuola omeopatica è un semplice «guaritore» da strada, un ciarlatano che usa l’acqua fresca «illudendo» e «confondendo» i pazienti?
A questo punto mi auguro che le associazioni di categoria, cioè dei medici omeopati e antroposofi si sveglino dal profondo letargo in cui si sono lasciati coccolare, non solo rispondendo a tono, ma anche denunciandolo nelle sedi opportune.
Le farneticazioni di Grillo continuano e nella sua critica senza fondamenti di nuovo ribadisce che l’omeopatia «è stata più volte messa in discussione, sino a ripetuti quanto implacabili verdetti di inefficacia e inopportunità. Questo sia per quanto concerne la validità come opzione terapeutica che per la possibilità di un ritardo nell’approccio adeguato. Ritardo che potrebbe essere causato proprio dall’abuso di prodotti così a rischio di inefficacia e che, pur essendo in vendita in molte farmacie, farmaci non possono essere definiti».
In questo caso la faraonica ignoranza di Giuseppe è seconda solo alla sua arroganza.

Con il recepimento delle Direttive CE e la regolamentazione del D.l.vo 219 del 24 aprile 2006, che impone l’adeguamento a cui le aziende produttrici stanno facendo fronte, si legittimano totalmente i preparati omeopatici a «medicinali» a tutti gli effetti.
Anche ad ottobre 2017 i medicinali omeopatici sono stati equiparati in tutto e per tutto ai farmaci e le aziende del settore sono state obbligate a depositare i dossier per la registrazione dei prodotti e richiederne l’«Autorizzazione all’Immissione in Commercio» (la famosa AIC).
Non solo, ma i prodotti omeopatici sono definiti medicinali in tutta l’Unione Europea, ed in alcuni Stati sono posti a carico del SSN.
Quindi Beppe dovrebbe cambiare neurologo o dosare diversamente gli psicofarmaci prima di buttare al vento le sue già sconquassate credenziali.
Il livello più basso però lo raggiunge alla fine dell’articolo quando chiede «la sospensione della vendita presso le farmacie italiane di prodotti senza che ne sia stata scientificamente comprovata l’efficacia».
Mi dispiace doverglielo dire usando le parole di Andrea Mendelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, ma «i rimedi omeopatici sono classificati dalla vigente normativa, sia comunitaria che nazionale, come farmaci. Il farmacista non può rifiutarsi di distribuire nessun farmaco regolarmente in commercio, compresi quelli omeopatici».
Anche perché se Beppe si fosse concentrato un po’di più, e se avesse ascoltato meno consigli del suo «entourage», forse avrebbe raziocinato che i farmacisti guadagnano tantissimi soldi con la vendita degli omeopatici, che funzionino o meno non ha importanza…
Secondo lui i farmacisti smettono di incamerare soldi perché glielo chiede un menestrello di corte?

Casaleggio & vaccini
Un’ultima cosa, per far meglio comprendere quello che ruota attorno e dietro le recenti esternazioni di Grillo è il «Decreto Milleproroghe».

Si tratta di una vera e propria legge nella quale, tra le altre cose, veniva prorogato di un anno la scandalosa Legge Lorenzin (119/2017), permettendo ai bambini di entrare a scuola a settembre, evitando di fatto la “razzista” esclusione.
Il decreto, al momento, è stato approvato dal solo Senato, per cui sarà discusso dalla Camera soltanto al ritorno dalla pausa estiva, quindi a partire dall’11 settembre. Diventa impossibile una approvazione prima dell’inizio delle scuole (le ultime apriranno il 20 settembre). È molto probabile quindi che i bambini non vaccinati non vengano ammessi agli asili nido e alle materne nei primi giorni di scuola, se effettivamente i presidi si rifiuteranno di accogliere la circolare del 5 luglio.
Strano questo comportamento, perché avrebbero potuto tranquillamente legiferare prima e invece non è stato fatto, come mai? E come mai nello stesso preciso momento il Movimento stellato prende le distanza da Davide Barillari, un loro consigliere in Regione Lazio e primo firmatario della proposta di legge sui vaccini?
Forse per quello che Barillari ha scritto su FB? «La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi. Perché la scienza deve essere democratica, e quindi deve ascoltare tutti…compresi ricercatori e scienziati, che con dati alla mano, contestano il dogma ufficiale».
Sante parole condivise da tantissime persone, ma non dai vertici del M5S, che lo sconfessano pubblicamente.
Ma Barillari ne ha per tutti: «gli scienziati dello stampo di Burioni, cioè legati a doppio filo sia alle multinazionali del farmaco che ai partiti del passato bocciati alle urne dagli italiani, sono davvero convinti di detenere l’unica verità possibile, eterna ed inconfutabile… e sono davvero convinti che la politica si debba inchinare supinamente a loro».
Qui dissento però, perché il sostantivo «scienziato» nei confronti di Burioni è assolutamente fuori luogo e inappropriato!
La risposta secca arriva in un post scriptum al termine di un articolo di Davide Casaleggio: «Il MoVimento 5 Stelle prende totalmente le distanze dalle dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. La linea sui vaccini è quella messa nero su bianco nel contratto di governo votato dagli iscritti e portata avanti dal ministro della Salute Giulia Grillo».
Chi è Davide Casaleggio e come può decidere lui per l’intero Movimento, la delicatissima linea vaccinale? Perché gli elettori e tutti gli attivisti non insorgono? Questa si può chiamare democrazia?
Infine chi è veramente la «Casaleggio Associati» (leggi qui), a cosa sta giocando, e qual è il suo occulto ruolo dietro le quinte (e le battute) di Beppe Grillo?

Conclusione
Finalmente Grillo (e la Casaleggio) ha gettato la maschera e pure i vestiti diventando il nudo portavoce ufficiale delle lobbies della chimica e farmaceutica.

Ai dirigenti delle industrie chimiche viene infatti la gonorrea quando si parla di omeopatia, fitoterapia, rimedi tradizionali, quindi di prodotti naturali non brevettabili e che aiutano la vera guarigione.
L’intento del Sistema, a cui Grillo (o il suo clone) ha deciso di partecipare, è la distruzione delle medicine non convenzionali e naturali. Metodiche conosciute e usate da millenni vanno cancellate con ogni mezzo lecito e illecito, per far posto alla dogmatica e incontrovertibile «medicina scientifica».
«Nell’augurare – ironizza Grillo alla fine del post – a tutti i farmacisti italiani buon ferragosto mi viene in mente l’uso, almeno preventivo, dell’acqua fresca: bagnarcisi la testa in queste estati sempre più afose».
Nel ricambiare gli auguri a Grillo per un caldissimo ferragosto, mi è venuto in mente un rimedio omeopatico per i disturbi ossessivo-compulsivi: «PARACULUM 100 CH», 10 granuli ogni ora.

E’ il classico rimedio da sotto l’ombrellone, ottimo perché se non dovesse funzionare, può sempre usare i granuli per dolcificare il caffè…”

al di là delle opinioni chi richiama all’ “ordine” è proprio il presidente della FOFI (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani) il dott. Andrea Mandelli che risponde a Beppe Grillo con questo documento chiarificatore:

“I rimedi omeopatici sono classificati dalla vigente normativa, sia comunitaria che nazionale, come farmaci. È detto in modo inequivocabile dal Codice europeo del farmaco, che l’Italia ha recepito nel 2006 e il farmacista non può rifiutarsi di distribuire nessun farmaco regolarmente in commercio, compresi quelli omeopatici” dice il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, in risposta all’intervento di Beppe Grillo sul suo blog.

“La questione va affrontata anche considerando che molti farmaci omeopatici sono prescritti da medici e sarebbe difficile per il farmacista entrare a gamba tesa nel rapporto tra medico omeopata e paziente. Non è una questione solo italiana, tanto che in alcuni paesi europei questi medicinali sono rimborsati dal servizio sanitario o dal terzo pagante” prosegue Mandelli. “Se esiste un rischio di confondere il cittadino paziente, questo discende da una normativa che ancora stenta ad affrontare con chiarezza questa materia, sulla quale si interviene con provvedimenti tampone, come quello contenuto nell’attuale Decreto milleproroghe attualmente licenziato dal Senato l’8 agosto e in attesa del passaggio alla Camera. Personalmente ritengo che Beppe Grillo, quale garante del Movimento 5 stelle sia in grado di promuovere la discussione all’interno della maggioranza su questi temi sempre che lo ritenga opportuno, per ispirare un’azione politica adeguata”.

“Dal canto nostro – conclude il presidente Mandelli – , nel Codice deontologico del farmacista è chiaramente stabilito che il professionista è tenuto a promuovere trattamenti scientificamente validati e a informare correttamente anche sulle medicine complementari. È quanto dobbiamo fare ed è quanto facciamo ogni giorno”.

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