La lettera di un medico omeopatico a Gramellini

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La dottoressa Marialisa Angeli ha pubblicato una lettera in risposta all’articolo di Gramellini sul piccolo di Ancona morto per encefalite.

Ritengo debba essere letta da tutti e soprattutto da Gramellini.

 

Saint Pierre 30/maggio/2017

Caro Signor Gramellini,

sono un medico di 63 anni e, da quando mi sono trasferita in Valle d’Aosta, otto anni fa, il mio quotidiano di riferimento è diventato  La Stampa.

Il suo “ Buongiorno” è spesso stato per me  un vero buongiorno, quasi dato da un amico: raramente mi sono trovata in contrasto con le sue idee e molto frequentemente ho apprezzato il suo sguardo umanamente ricco su eventi grandi e piccoli della vita quotidiana.

Sabato scorso mi trovavo a Milano, le racconto poi a fare cosa, ed ho letto il suo “Caffè” sul Corriere della Sera.

Per sgombrare il campo da possibili equivoci, le dico che mi sono laureata in Medicina e Chirurgia  e poi specializzata in Clinica Pediatrica e successivamente in Clinica Odontostomatologica all’Università degli Studi di Firenze, ogni volta col massimo dei voti e Lode.

Ho faticato per laurearmi perchè i mezzi della mia famiglia erano davvero pochi, ma ho amato ed amo moltissimo la mia professione, prima  come Pediatra, poi come Pedodontista  e soprattutto, e vengo al punto, come Omeopata.

Sì, Signor Gramellini, da vent’anni studio omeopatia ( e spero di continuare a studiarla fino alla fine dei miei giorni) e da quindici la pratico in modo esclusivo presso il mio studio privato. Sabato scorso ero a Milano per assistere ad uno dei seminari del Dottor Roberto Petrucci: forse lei non lo conosce, ma è un medico omeopatico famoso nel mondo.

Il suo “ Caffè” mi è andato per traverso e sono scivolata anch’io nel giudizio facile e rabbioso, ma poi mi è venuta voglia di scriverle perchè mi sono detta che, nei suoi panni, avrei forse potuto gradire gli spunti che desidero darle ed eccomi qua a riprendere alcuni momenti del suo scritto.

A parte l’orribile accenno al cervello dei genitori di Francesco, e questo , mi scusi, avrebbe proprio potuto tralasciarlo, lei sembra farsi forte del suo incontro con Christian Boiron per permettersi di parlare di omeopatia. Secondo quanto lei riferisce, Christian Boiron avrebbe affermato di diffidare di chi si cura solo con l’omeopatia. Vede signor Gramellini, è possibile che il Signor Boiron non abbia mai davvero frequentato omeopati unicisti. Mi spiego.

Oggi si dà un’enorme importanza alla terapia e si discute sui diversi metodi di cura dimenticando che, a monte della cura, c’è la  diagnosi e si dà per scontato che la diagnosi possa venire posta in un unico modo: l’esclusiva  raccolta e  correlazione fra i sintomi fisici. Ecco, l’Omeopatia è una Medicina che  amplia la diagnosi non limitandola al solo inquadramento nosologico. Viene presa  in  considerazione anche  tutta un’altra serie di elementi quali ad esempio le modalità di manifestazione dei sintomi  ed aggiunge a quelli fisici anche sintomi emozionali e mentali: da questo insieme scaturisce  la diagnosi omeopatica unicista della quale è possibile  che lei non abbia mai sentito parlare.

Se consideriamo l’omeopatia solo come un metodo terapeutico, cioè un sistema di sostituzione di un certo farmaco chimico con un suo, supposto, corrispettivo omeopatico, abbiamo capito davvero poco ma, in questa esclusiva accezione, posso anche dirmi d’accordo con Christian Boiron: questo modo di fare omeopatia però corrisponde a tradurre un testo con l’uso esclusivo del dizionario, sostituendo un vocabolo con un altro senza la minima conoscenza e comprensione di tutti gli altri elementi della lingua. La prego, cerchi di immaginare cosa sarebbe la Divina Commedia così tradotta! Ritengo inoltre che l’essere umano sia più complesso del Poema di Dante.

Il suo scrivere a proposito di “ persone deboli che non riescono a vivere senza appoggiarsi a un dogma” come pure  bisognose di una “ verità assoluta che li dispensi dalla fatica di adeguare il comportamento alle situazioni” mi scusi ma lo ritengo davvero un giudizio affrettato emesso  da  una persona che scrive senza conoscere  di cosa sta parlando perchè, questa fatica di adeguare il comportamento alle situazioni, Signor Gramellini, è proprio quella che facciamo tutti i giorni, è quello che ci contraddistingue e non abbiamo dogmi ma, se vuole, la “mania” di osservare e correlare. Vede, noi omeopati unicisti, conosciamo i protocolli della medicina ufficiale ma, proprio per il tipo di diagnosi che succintamente le ho esposto prima, ogni volta, ogni volta non ogni paziente, ogni volta, anche nello stesso paziente, dobbiamo ascoltare, guardare, toccare, annusare, ragionare, riconoscere il personalissimo quadro che abbiamo davanti e solo dopo agire di conseguenza col comportamento medico che riteniamo più efficace in prudenza e coscienza.

Ad Ancona sicuramente c’è stato un tragico errore e ne siamo tutti addolorati ma, come ha ribadito la nostra Presidente Dott. Antonella Ronchi, se un cardiologo sbaglia cura, non si mette in dubbio la cardiologia!

Se lei davvero, come spero e come ho creduto in tutti questi anni, non è uno dei tanti che si unisce al coro senza sapere chi sta gratuitamente offendendo, la invito a cercare pubblicazioni e conferenze dei grandissimi fisici Eugenio Preparata ed Emilio Del Giudice ( basta che clicchi i loro nomi accanto alla voce omeopatia) e di Vittorio Elia, solo per citarne alcuni, e vedrà che la Scienza, quella con la S maiuscola, è profondamente interessata all’Omeopatia. Se poi vuole capire cosa fanno e  chi sono quei medici in questo momento così tanto attaccati, la invito a leggere l’Organon dell’arte di Guarire, il testo fondamentale scritto  due secoli fa da Samuel Hahnemann, il medico sassone padre della Medicina Omeopatica; se lo farà, scelga la traduzione del Dottor Giuseppe Fagone il quale, grazie alla sua cultura e al suo amore, e se lei non è un bluff sa cosa intendo per amore, ha reso questo testo molto più chiaro. E se poi le dovesse capitare di innamorarsene e cambiare idea, stia  tranquillo, non sarà né il primo né l’ultimo a cui accade.

La ringrazio di avermi ascoltata e le auguro ogni bene e, soprattutto, di non perdere mai la curiosità che le permette di andare alle fonti.

Marialisa Angeli

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51 commenti su “La lettera di un medico omeopatico a Gramellini

  1. C’è grazia, intelligenza e verità in questa lettera. C’è anche quello che gli omeopati chiamano “specificità”, cioè: chi opera conosce chi gli sta di fronte. E, in quanto lo conosce, può essere specifico nel suo porgere un’opportunità. Un esempio di applicazione dell’arte omeopatica ad una malattia di ignoranza, senza astio o reazioni standard. Grazie dottoressa.

    1. Forse l’errore sta proprio nell’ultima frase: “conosce chi gli sta di fronte”. Molto più realisticamente e umilmente quando si prende la responsabilità di una cura psicoanalitica non si pensa di arrivare a conoscere l’analizzante, ma di accompagnarlo a conoscersi un po’ e a farsene qualcosa dei suoi sintomi.

  2. Le prime parole che mi vengono in mente. magistrale, sublime chiaro conciso intelligente colto assolutamente ortodosso. grazie gentile dottoressa per aver tanto esemplarmente espresso il mio pensiero.

  3. Brava ed esauriente nella spiegazione. Io sono per la medicina nn convenzionale, ma soprattutto per la libera scelta.

  4. Splendido e tanto ricco di amore, sapienza, cura per l’anima della persona. Speriamo, ma ne sono certo, che questi semplici concetti prendano piede. Galileo, Giordano Bruno, e centinaia d’altri martiri, messi a morte, insegnano e come fari, indicano la via.

  5. Bellissimo articolo, saggio e moderato come il medico che lo ha scritto e di cui nutro una profonda stima per l’incidenza che ha avuto nella mia salute e profondo affetto per l’incidenza che ha avuto nella mia vita.
    Marta.

  6. Bella la lettera, ma a parte la difesa d’ufficio dell’omeopatia, non mi sembra che chiarisca come mai nei prodotti omeopatici non ci sia nient’altro che zucchero.

    1. Sono d’accordo con elio, sebbene la lettera sia scritta indubbiamente da una dottoressa colta e con modi eleganti, di fatto è carente del contenuto.L’omeopatia ad oggi non è considerata una cura dalla comunità scientifica internazionale e la lettera non fornisce elementi aggiuntivi, obiettivi, a tale riguardo ma soltanto suggestioni.

    2. provi anche lei a informarsi, come la dottoressa fa nei confronti di Gramellini, e si renderà conto che la stupidità standard con cui viene esibita la domanda che lei pone (mi pare l’abbia formulata con una punta di ironia!), è davvero una vera e propria stupidità standard. Faccia le sue ricerche, in serenità e senza preconcetti, senza pensare alle battute che magari il vicino di casa le dice.

    3. è come dire che l’intelligenza non esiste perché esaminando un cervello non trovi altro che cellule… Le analisi trovano solo zucchero perché è il veicolo materiale, le analisi cercano molecole e trovano molecole. Probabilmente, speriamo, verrà il giorno in cui strumenti più sottili troveranno risposte meno grossolane, es. attraverso miglior conoscenza della meccanica quantistica e lo studio di fenomeni come l’entanglement, tanto per citare livelli di realtà che vanno oltre le possibilità di indagine della chimica.

    4. Beh, allora, se non ha capito i contenuti di questa splendida esposizione su cio’ che va a trattare la Medicina Omeopatica in una persona sofferente, (e “come lo tratta”), e’ proprio il caso che Lei continui a curarsi con la Medicina allopatica… siete in sintonia perfetta.
      Cosi’ come milioni di persone lo sono con la Medicina Omeopatica, non avendo evidentemente mai trovato una che e’ una risposta adeguata alla risoluzione ( anche duratura nel tempo!) dei propri problemi fisici o psicologici. Ma e2 così difficile da capire…e accettare?

    5. Se dovesse fare un’analisi chimica di un nastro vergine ed uno registrato, ci sarebbero differenze secondo lei?

  7. Ringrazio molto la dott.ssa Marialisa Angeli per la sua lettera ad un giornalista. A quanto sopra scritto, che ben condivido, aggiungo che il 6 giugno 1998 a Milano, abbiamo costituito il Gruppo di Sudio MeTeCO: Medicine e Terapie Complementari in Oncologia, allo scopo di studiare il “fenomeno delle terapie complementari” perché con sempre maggior frequenza venivano utilizzate dai pazienti per sopportare al meglio le Terapie Oncologiche. Tra le terapie da noi studiate anche l’Omeopatia. Ciò che abbiamo osservato è come quasi tutti i pazienti che le hanno utlizzate, abbiano ottenuto lo scopo voluto, con rarissime eccezioni che si contano sulla punta delle dita. Sono stati centinaia i riscontri positivi che abbiamo potuto valutare, tra questi anche lesioni da radioterapia quali le osteoradionecrosi, gravi e gravissime lesioni cutanee e mucose, fislote infette, tutti malati grandemente migliorati o guariti, tra di essi oltre 30 casi di Osteoradionecrosi della mandiola. Per questi malati le terapie utilizzate erano state una combinazione tra i campi elettromagnetici, ultrasuoni e farmaci Omeopatici. Abbiamo anche osservato moltissimi pazienti che con i soli farmaci omeopatici hanno gestito la chemioterapia, in particolare riuscendo a mantenere sufficientemente alti i valori ematologici, ricorrendo solo eccezionalmente all’uso dei fattori di crescita per far salire i globuli bianchi, oppure senza dover ricorrere a frequenti trasfusioni di sangue per far salire i globuli rossi e le piastrine. Con farmaci Omotossicologici (più farmaci omeopatici a bassa diluizione racchiusi in un solo prodotto) abbiamo visto guarire casi di linfangiomi (patologia infantile congenita), abbiamo visto regredire e guarire lesioni infette, perfino gli ascessi epatici, abbiamo visto trattare con buon successo, anche se non in tutti i casi, la nausea, problema molto difficile da curare anche perché si è privi di farmaci di sintesi adatti, quelli che si usano sono efficacissimi, ma sono per controllare il vomito, mentre la nausea come malessere di fondo resta. Abbiamo visto gestire la diarrea da chemioterapici, la stipsi, abbiamo visto prevenire le lesioni da raggi cutanee, mucose, intestinali per irradiazioni pelviche, anche da brachiterapia. Abbiamo visto trattare con grande successo le mucositi del cavo orale e vaginali sia con farmaci omeopatici, sia con soluzioni acquose di ac. citrico, bicarbonato e saccarosio assieme. In sintesi i farmaci omeopatici si sono rivelati da soli o in combinazione con altre terapie, sicuri, efficaci e privi di effetti colalterali rilevanti, soprattutto se gestiti correttamente secondo i protocolli francesi del CEDH, che da anni è entrato negli ospedali e, come affiancamento, anche nei reparti di Oncologia.
    Se vogliamo una Medicina che sappia gestire il malato nella sua interezza e che sappia esser una Medicina che cura e guarisce, e non soltanto una Medicina sintomatica come con i farmaci di sintesi (“antipertensivo” a vita per fare un esempio) allora saper usare intelligentemente l’omeopatia ricorrendo ai Medici Omeopati, così come come si fa abitualmente per tutti i Medici Specialisti, esattamente come in uso in molti ospedali Francesi, significherebbe riportare la Medicina all’arte Medica che ha lo scopo di guarire e non quella di creare troppo spesso nei malati dipendenza farmacologica.
    Essere messi nelle condizioni di fare degli studi scientifici omeopatici randomizzati adeguati, nel giro di pochi anni ci consentirebbe di dimostrare scientificamente come l’omeopatia sia ben altro che un placebo, ma sia la forma di medicina che stimola la reattività dell’organismo per riportarlo, quando malato, allo stato di salute attraverso lo stimolo della sua stessa reattività. Dr. Alberto Laffranchi

    1. Ringrazio il Dott Alberto Laffranchi che con il suo intervento preciso e circostanziato ha risposto in modo indiretto ai post scettici nei confronti dell’articolo. L’evidenza clinica che ogni medico riscontra utilizzando correttamente l’omeopatia è la miglior risposta ai dubbi. La “mission” prioritaria del medico è curare il paziente e, possibilmente, guarirlo.

      1. allora PUBBLICATELI quest studi, basta PUBBLICARE PRESENTANDO DATI VERIFICABILI non storielle a mo’ di Torre di Guardia… han raccontato che mi han detto che… il paziente dice che sta meglio. La terapia funziona? PUBBLICATE I DATI!!! Durata della cura, ripetibilità della cura, verifica a distanza del successo eccetera… Ma chissà perchè queste raccolte dati sono sempre confuse non verificabili e carenti! Possibile che in 200 anni non sia stato possibile da parte degli assertori fare uno studio veramente scientifico?? Questo secndo me la dice lunga!!

    2. E tutti questi studi e le conclusioni da Lei espresse qui sopra li ha/avete pubblicati su qualche rivista peer-reviewed?

    3. Gentile dottore, io avevo due care amiche che hanno creduto a queste idee (mi verrebbe da dire frottole, però) e sono morte entrambe in meno di un anno dalla diagnosi. Una terza amica, curata con la medicina “convenzionale”, come viene qui definita, a distanza di 12 anni è qui e sta crescendo la sua splendida figlia. Cosa che le altre due non hanno potuto fare. Rimango nella mia posizione di totale scetticismo e lo ammetto, di intolleranza verso chi ritengo venda illusioni

      1. Laura mi dispiace tanto per le sue amiche ma oggi moltissimi pazienti oncologici muoiono nonostante le cure allopatiche piu o meno avanzate. Ciononostante nessuno si sogna di mettere in discussione la chemioterapia. Milioni di persone si curano con farmaci chimici e se la cura non funziona non si mette in discussione tutta la medicina allopatica ma solo “quella” terapia, al massimo quel medico, salvo ammettere che la stessa cura altre volte funziona o che il tal medico è apprezzato da tanti altri pazienti.
        Come mai con l’omeopatia si fa invece di tutta l’erba un fascio?

  8. Mi scusi, ma a parte il fatto che l’omeopata si interessa maggiormente ai problemi del paziente (oltre ai sintomi cerca le cause, giusto?), come potete fare affidamento su dei “farmaci” che sono stati diluiti talmente tanto da non presentare più tracce della sostanza che dovrebbe fare da cura?

    Inoltre si sente sempre dire che i farmaci omeopatici non hanno effetti collaterali. Bene, ma allora non possono avere nemmeno effetti benefici (a mio giudizio). Ogni cosa che “fa bene” al nostro organismo, se presa in eccesso fa male (se mangio troppa verdura qualche effetto collaterale lo subisco comunque). C’è un equilibrio per tutto. Perché questo non dovrebbe valere anche per i farmaci omeopatici? Ritengo che se un farmaco è innocuo lo è da entrambi i sensi: non può nuocere, ma nemmeno curare.

    1. Se leggo un libro imparo qualcosa,non sempre questo qualcosa ha effetti negativi. Se ne leggo 10 uguali imparo qualcosa di più?
      Il medicinale omeopatico è portatore di un messaggio. Se il mio problema ha una manifestazione uguale al suo ma ha una causa diversa posso curare il sintomo forse con lo stesso medicinale,ma non la causa.

    2. Francesca io posso testimoniare da 15 anni semplicemente che funziona :). Inoltre non è esatto che non abbiano effetti collaterali ma non nel senso del termine che si dà ai farmaci chimici. Per esempio a me è successo di aver sbagliato diluizione e ho avuto un effetto amplificato di cui non ho capito la ragione finché non sono andata a prendere il rimedio e resa conto dell’errore

  9. Dove sono gli studi scientifici a sostegno di quello che racconta??? Intendo studi randomizzati ovviamente. Su pubmed compare qualche triste serie su un’unica rivista scientifica, Homeopathy.
    Non basta toccare e annusare il paziente, le basi delle terapie devono essere solide e basate sulla Evidence based medecine che, a quanto pare, per l’omeopatia non esiste. Smettiamola di illudere i pazienti sui magici poteri del tea tree oil et similia.

    1. A parte il fatto che la Sua posizione andrebbe correlata da nome e cognome. Sono solo un volgare CTF e non entro in merito ad una disputa tra medici. Al di là delle sue considerazioni sul come si fa scienza (posso anche essere d’accordo) mi stupisco che un “sapiente” come Lei mescoli volgarmente “poteri magici” “tea tree oil” e l’Omeopatia. Certo è che la Sua semplificazione mi spaventa. Come la Sua mancanza di informazioni. Medicina è scienza, ma anche umanità e conoscenza anche della Storia. L’umanità si è curata con efficacia dal Paleolitico.Chissa’ cosa diranno della nostra scienza tra mezzo secolo. Dimenticavo. Tra le virtù del medico ci vedo bene l’umiltà. Le auguro di avere sempre successo.

    2. Dottore, sedicenne Medico scettico, citando il tea tree oil dimostra quanto poco ne ne sa sia di omepatia che di fitoterapia (sarebbe il caso del tea tree oil, olio essenziale) eppure ne parla con convinzione senza saperne nulla, a differenza della dottoressa Angelli e del Dr Laffranchi che oltre a ben conoscere l’ omeopatia e quindi in grado di darne un giudizio, conoscono, ancor prima, la medicina allopatica di cui conoscono benefici, difetti, qualità e limiti……

  10. Sono una mamma di tre figli ora ventenni e poco meno ,cresciuti e curati ,per quel po’ che si sono ammalati ,con la medicina omeopatica grazie ad un grande medico omeopata unicista umbro .
    Ringrazio profondamente la dottoressa Angeli che con questa lettera colma di amore e passione, ha saputo esprimere con professionalità e amorevolezza , cosa è la medicina omeopatica. Amorevolezza soprattutto per chi ha sino ad ora impropriamente espresso deproreboli giudizi.
    Purtroppo molti giudizi nascono dalla non conoscenza ….è insito nell’essere umano demonizzare ciò che non conosce , ma come lei ha ben spiegato ,se una volta che ci capiterà di approfondirla e conoscerla non ci stupiremo del fatto che sarà facile innamorarsene .

  11. Quanto sopra sono un insieme di parole in difesa dell ‘omeopatia, medicina per i sani. Sta di fatto che il bimbo è stato lasciato morire per l’ostinazine di chi pratica tale pseudomedicina.

    1. La signora Maria Pia ha la più’ pallida idea di quante “morti bianche” avvengano ogni anno in un ospedale? O quante malattie, prima croniche e poi mortali sono diretta conseguenza di uso e abuso di farmaci, quasi sempre tossici o del tuttl in-utili? O quanti contenziosi vengano aperti ogni anno ( per un valore di centinaia di milioni di euro! ) in tutto il mondo, fra cittadini che sono stati gravemente danneggiati nelle strutture sanitarie allopatiche e i medici che li hanno curati, andando incontro ad errori fatali? L’America, che con la sua ben nota “trasparenza mediatica” pubblica questi dati, citando cifre spaventose, superiori a decine di milioni di dollari! E da noi in Italia, invece ? Qui da noi si scatena una furibonda campagna denigratoria contro una metodologia terapeutica liberamente scelta da milioni di individui. Poi si “crocifigge”, letteralmente, l’unico medico omeopatico che, “a memoria d’uomo”, sia incorso in una tipologia di incidente cosi’ grave ! Infine si sorvola,”giornalmente”, sulle migliaia di casi di Mala Sanita’ che vengono comunque denunciati all’opinione pubblica. Anche perché, essendo cosi’ frequenti e gia’ messi in programma dalla prassi medica ospedaliera … non suscitano ormai piu’ alcuno scandalo o il minimo” fremito” di indignazione! Se queste morti avvengono nell’alveo della Sanita pubblica italiana, e per mano di un qualunque medico allopatiche… e’ evidente che si tratta di “un caso a parte” !

    2. Gentile M.Pia
      purtroppo per Lei non ha afferrato il senso della bellissima lettera scritta a Gramellini e con queste parole dimostra di non essere informata, e non solo di omeopatia… In compenso ha afferrato molto bene, incarnandolo alla perfezione lo Spirito del Tempo, quello che ci fa sentire più tranquilli cavalcando l’onda del momento a discapito dell’evoluzione della nostra coscienza e dignità di esseri umani.

  12. Gentile dott.ssa ho letto con interesse il suo articolo e sono d’accordo che anche l’omeopatia se accostata alla scienza medica tradizionale possa essere utile ma cavolo mi stupisco che lei non faccia menzione che nel caso di Ancona il suo “collega” o presunto tale abbia negato il senso stesso di essere medico. Ha curato una grave infezione con mezzi inadatti, ha cercato poi di nascondere la verita’ cercando di non fare intervenire il 118. L’omeopatia aiuta le cure tradizionali non mi venga a raccontare che puo’ sostituire antibiotici e altre cure. Voi omeopati seri dovreste rivoltarvi contro venditori di zucchero come la Boiron e contro colleghi non istruiti!!!!

    1. A parte il dolore immenso per la morte del bambino, lei è al corrente nel dettaglio di come siano effettivamente andate le cose nella storia di Ancona? O ha solo letto quanto riportato dai giornali, che è risaputo non brillano per verità quanto piuttosto per schieramento? Quanto allo zucchero cui fa riferimento, forse la stupirà che un nobel come Montaigner abbia trovato nelle sue ricerche, del tutto casualmente peraltro, un interesse per l’omeopatia

  13. L’obiezione è che nei calcoli di Preparata e Del Giudice si nasconde un errore che fa crollare tutto il ragionamento. Il loro assunto di partenza è che le molecole d’acqua si trovino spontaneamente nello stato eccitato, al contrario degli atomi di un laser che vi devono essere portati con un’iniezione di energia dall’esterno. A questa conclusione, Preparata e Del Giudice arrivano calcolando la probabilità che una molecola d’acqua si trovi nello stato fondamentale o in quello di energia superiore. Concludono che è più alta quest’ultima e che dunque nell’acqua a temperatura ambiente si verifica un’inversione di popolazione spontanea.
    Ma molti obiettano che non è così. In realtà la probabilità dello stato fondamentale è maggiore di quella dello stato eccitato. L’ipotesi d’inversione spontanea di popolazione, sostiene per esempio Giancarlo Ruocco, del Dipartimento di fisica dell’Università «La Sapienza» di Roma, si basa su un errato conteggio degli stati di momento angolare della molecola d’acqua. Questo significa che non c’è alcun decadimento, nessuna emissione di fotoni, niente oscillazioni in sintonia tra il campo di materia e il campo elettromagnetico. E, soprattutto, nessuna memoria dell’acqua spiegata dalla fisica. Almeno per ora.
    Fare affidamento sull’omeopatia contro le malattie significa insomma chiedere aiuto a uno strumento che gli studi clinici non hanno fatto altro che bocciare: e che fisici e chimici non ammetterebbero neanche all’esame.

    Al di là delle obiezioni teoriche, resta il fatto fondamentale che le teorie di Del Giudice e di Preparata sono state elaborate per spiegare fenomeni la cui esistenza è ben lungi dall’essere dimostrata. Il che appare per lo meno singolare. Le teorie scientifiche, infatti, vengono formulate per interpretare dati sperimentali accertati al di là di ogni legittimo dubbio. Talvolta esse possono prevedere nuovi effetti non ancora osservati. Se questi vengono poi confermati sperimentalmente, la validità della teoria viene rafforzata. Infine, alcune teorie possono fornire un quadro concettuale nuovo, più elegante e più generale che ingloba conoscenze già acquisite. I lavori di Del Giudice purtroppo non possiedono nessuna di queste caratteristiche, presentando al tempo stesso non poche debolezze intrinseche.
    http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=14159

    1. Caro Cristiano…
      Mi permetto di darti del tu…. ci leggeranno in pochi…
      In parte condivido quello che affermi, ma devo dirti che IO ho dimostrato che la memoria dell acqua la si puo verificare facimente.
      Ho portato il mio Know How all ISTITUTO DI FISICA NUCLEARE a Frascati in forma privata…… e le prove concrete di quanto affermassi… e ho fatto fare a loro le misurazioni… (un fisico in maniera particolare che non cito pubblicamente … )
      Preso hanno della semplicita con la quale si dimostra cio…. SONO RIMASTI SENZA PAROLE….
      unico Commento: Si aprira presto un nuovo mondo…. del quale non conosciamo NIENTE. Ma è reale!
      S3 vuoi ne parliamo privatamente
      Dr. S. C.

      1. Sono un medico omeopata, diplomato ed iscritto nella lista deil ordine.sono fortemente interessato a saperne di più.

  14. Anche io sono paziente del dott R. Petrucci, che mi ha supportato ed ascoltato non chè curato mentre in contemporanea facevo una chemio devastante ,senza l’aiuto dell’omeopatia non sarei ancora qui grazie

  15. Il peggior cieco
    È colui che non vuole vedere.
    La medicina omeopatica è per una componente evoluta del genere umano. Per gli altri portiamo pazienza ma chiediamo che non si discuta la libertà di cura. Questo è ciò che viene messo in discussione ovvero che l’uomo malato non possa scegliere, anche semplicemente di non curarsi o di curarsi con una metodologia differente da quella condivisa dai più.
    Il dr Laffranchi è uno stimato Collega che con molto tatto si occupa e preoccupa dei malati che segue è così è per chi applica con maggiore o minore sapienza l’omeopatia.
    Spesso chi attacca l’omeopatia lo fa per ignoranza, più o meno consapevole e per interesse quello si consapevolissimo.

  16. Gentile dottoressa,
    Credo che dovrebbe rileggere attentamente l’articolo di Gramellini in questione forse più di una volta, perché ritengo che non l’abbia compreso. Nel suddetto articolo non si incrimina l’omeopatia in se, ma l’integralismo di certe posizioni, la mancanza di flessibilità di pensiero e conoscenza che dovrebbe essere alla base di ogni buona pratica medica! Perché morire oggi, di otite, nel dolore profondo a cui può portare un’infezione che dall’orecchio arriva ai tessuti cerebrali non è accettabile, non lo si può far rientrare come un semplice errore medico, non lo accetto! Non lo accetto come medico! Non lo accetto come madre! Non lo accetto come persona! Pensiamo che sarebbero bastati pochi giorni di un semplice antibiotico per cambiare il destino di quel bambino e della sua famiglia. Come medico anche io faccio uso anche personale talvolta di rimedi omeopatici, come neuropsichiatra infantile seguo percorsi diagnostici che considerano la persona nei suoi molteplici aspettti… come tutte le posizioni, quelle ristrette, chiuse, limitate, prive di confronto non possono che risultare insensate e dannose soprattutto se riguardano ambiti umani. Se come medico mi rendo conto che la mia cura non porta a dei miglioramenti ma ad un costante aggravamento delle condizioni del mio paziente (e 15 giorni di febbre elevata e alterazione della vigilanza, per non parlare probabilmente del dolore, rasentano quasi la pratica di una “tortura”) ho il dovere di rivedere il mio operato e confrontarmi con l’altro. Dopo tali eventi la disputa tra medicina omeopatica e tradizionale mi appare semplicemente inutile, quello che è stato sottolineato nell’articolo di Gramellini è l’importanza e la necessità di confronto, per stabilire quale strada sia meglio percorrere, senza integralismi e visioni unilaterali!!!!
    Un medico (Neuropsichiatra Infantile)

  17. Complimenti per l’esposizione e i contenuti della lettera. Tuttavia per il tumore di mia moglie, il mio grave difetto al cuore e la malattia degenerativa di un mio familiare mi sono affidato senza alcun dubbio alla medicina classica dove ho potuto anche trovare moltissimo materiale scientifico validato in rete e su testi. Quando la Ricerca si applicherà in ugual modo alla omeopatia credo sarà un bene per tutti noi e potrà dare maggior certezze anche a chi sceglie strade alternative.

  18. Come naturopata non posso che condividere il pensiero della Dott.ssa. Tutti noi siamo esseri unici destinatari di esperienze così tanto personali che ogni rimedio deve rispondere alla nostra unica sfera personale. L’omeopatia e tutta la medicina non convenzionale regala questa specialissima opportunità . Ancora oggi non riesco ad accettare che un farmaco per il mio mal di testa possa far bene anche al mal di testa del mio amico.
    L’errore medico esiste anche nella medicina convenzionale ma nessuno mai si permette di demolirne l’efficacia.
    È stato per me un onore poter leggere la sua lettera accorata sincera e soprattutto LIBERA.La ringrazio di vero cuore.

  19. Bella lettera e bel eloquio, a cui rivolgo tutta la mia comprensione in quanto esposta con cognizioni che io non ho. Ma una domanda mi sorge spontanea: avrebbe anche lei portato alla morte il bambino?

  20. Peccato che non abbia citato la sola cosa che contasse, uno studio che dimostri che l’omeopatia funziona.. ah, non ne esistono… e già

  21. Scusate voi che criticate avete mai provato l’omeopatia ? Io si con successo su di me e i miei figli che tengo a precisare sono stati vaccinati con il minimo dei vaccini .uno di loro anche le allergie di cui soffriva sono sparite.

  22. Praticamente parole al vento. L’Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC), il più importante istituto australiano di ricerca medica, ha pubblicato i risultati di una delle più complete e approfondite ricerche sull’omeopatia su 225 pubblicazioni + «Non esiste malattia per cui vi sia una prova attendibile dell’efficacia dell’omeopatia. Non c’è ragione fondata per dire che funzioni meglio di una pillola di zucchero»
    Per esempio un rimedio con potenza 9CH (centesimale di Hahnemann, una sigla che indica la diluizione del prodotto omeopatico) equivale a una goccia della sostanza di partenza diluita in 50 km2 d’acqua, pari a una goccia dissolta nell’intero Lago di Garda
    Non c’e’ altro da dire

  23. Sono un medico anestesista rianimatore che per circa 40anni ha curato bambini gravemente malati,bambini non malattie.non ho mai smesso di studiare ho utilizzato le tecnologie più avanzate ed i farmaci più innovativi ma ho sempre osservato,toccato i miei bimbi ho ascoltato i messaggi che anche se in coma mi mandavano,ho dato molto peso alle osservazioni materne preziosissime,mi sono battuta per una rianimazione aperta dopo averla vissuto il dolore del distacco genitori figlio.la scienza e l’umanita non sono incompatibili ed un medico tradizionale può avere un approccio olistico.quello che mi fa paura e l’atteggiamento talebano che finisce sempre per provare il paziente di una opportunità in più.quando mi sono ammalata di cancro mi sono sottoposta alla chirurgia ma ho cercato di fare della malattia una opportunità di crescita.sui successi non ho mai riflettuto ,si commentano da soli,molto l’ho fatto sugli insuccessi da cui ho imparato sempre molto.comunque si curi un paziente è importante prendersi cura di lui e pensare che viene sempre prima di tutto anche dei propri convincimenti.buon lavoro a tutti

  24. Si bella lettera e belle parole, ma dal punto di vista medico non dice nulla. Non spiega quali eventuali errori siano stati commessi nel caso, ne se quel determinato caso fosse stato curabile con quei metodi. Cioè se un medico normale commette un errore una volta chiarito è spiegabile con parole semplici anche ad un profano di medicina, in questo caso no, dobbiamo andare a leggerci la bibbia dell’omeopatia scritta 200anni fa.? È chiaro che ogni caso a diverse sfumature e spiegazioni, ma scrivere belle parole e snocciolare titoli di studio non giustifica determinate scelte o prese di posizione.

  25. Secondo esperienza vissuta per dieci anni in cura con un omeopata famoso di Roma,il tutto si basava sull’effetto placebo di quei granuli che a ogni visita a cadenza di ogni due mesi venivano consigliati. Una malattia cronica che veniva curata sempre con prodotti diversi.

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