L’accorato tentativo di abiura di un medico omeopata

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abiura s. f. [der. di abiurare]. – Rinuncia libera e perpetua, sotto la fede del giuramento, a cose, persone o idee, alle quali prima si era aderito: fare formale a. dei proprî errori; in partic., ritrattazione giurata mediante la quale si rinuncia per sempre a una dottrina fino a quel momento praticata, riconoscendola erronea ed eretica: l’a. di un’eresia, di uno scisma, o a un’eresia, a uno scisma. Per estens., rinuncia a un credo politico, ritrattazione delle ideologie o abbandono dei principî precedentemente professati, e sim.

Non sono ancora riuscito a trovare il tempo per finire la Recherche di Proust ma l’ho trovato per leggere il libro sull’Omeopatia del virologo Prof. Roberto Burioni, che un collega amico mi ha imprestato, prendendosi cura ecumenicamente della mia redenzione scientifica.

Lo so, è un compito arduo per il mio amico. Da quasi 40 anni curo i miei pazienti preferibilemente con l’omeopatia, lavoro in uno storico Istituto che per 90 anni ha avuto un ospedale omeopatico con 28 posti letto e curato migliaia di persone a Torino e non è facile per me rinnegare 40 anni di vita e di esperienze, ma, dopo la lettura delle innumerevoli metafore del testo di Burioni, ho pensato che se lui, persona di grande spessore scientifico, ha preso una simile posizione verso l’omeopatia, qualcosa di vero ci deve essere. Forse tutti quei pazienti li abbiamo sempre presi in giro. Le migliaia di guarigioni che abbiamo avuto con i farmaci omeopatici sono avvenute solo grazie all’effetto placebo.

Mi rimane però ancora qualche dubbio che neanche la metafora del paracadute nel libro mi ha chiarito.

Professor Burioni, scusi, mi rivolgo direttamente a lei in quanto autore del libro e del sapere assoluto e quindi non democratico.

Prima di abiurare definitivamente e tornare nella schiera dei medici che usano le sole cure efficaci e sicure mi deve aiutare a chiarire alcuni aspetti oscuri.

Continuo a non capire certe dinamiche.

Sicuramente sono io che sono poco perspicace.

Continuo a non capire, per esempio, perchè talvolta, per certe patologie, quando prescrivo il farmaco convenzionale (non sottraendo così a cure efficaci e sicure il paziente) non si verifica alcun miglioramento e poi, solo grazie all’effetto placebo, con il rimedio omeopatico il paziente guarisce.

Sono io che sono troppo convincente e incanto i serpenti o è il farmaco convenzionale, la cura efficace e sicura, che non agisce correttamente?

Per esempio, professore, un Natale di qualche anno fa il Sig. Walter B. di 35 anni, affranto, mi venne a trovare raccontandomi che gli avevano programmato una splenectomia per un Morbo di Werlhof, che, trattato per un anno nel più importante centro di ematologia del Nord Ovest, con forti dosi di terapie convenzionali non aveva avuto nessuna remissione ed ora erano costretti ad asportargli la milza sana per permettergli di sopravvivere. Il morbo di Werlhof o porpora trombocitopenica idiopatica, lei lo se benissimo, è una malattia autoimmunitaria di cui non sono note le cause. E’ caratterizzata dalla produzione di autoanticorpi contro le piastrine. Il che significa che l’organismo non riconosce come proprie le sue piastrine e le aggredisce producendo contro di esse anticorpi. Se non vi è una risposta adeguata alla terapia o se si verificano ricadute si può decidere la splenectomia (asportazione della milza, l’organo che normalmente distrugge le cellule del sangue vecchie o danneggiate) che consente la remissione della malattia nella metà circa dei casi.

Il sig. Walter mi chiese di provare a suggestionarlo con le gocce di acqua fresca o con lo zucchero a 2000 euro al kg (per la sua milza non badava a spese) visto che avevo già guarito molte persone della sua famiglia. La forza della suggestione! Avevo 1 mese di tempo prima che finisse sotto i ferri del chirurgo. Gli feci una lunga visita omeopatica, quella che lei riconosce essere una qualità a nostro favore (non tutto è da buttare) e non avendo più a disposizione la sfera di cristallo ho usato il mio computer che adotta un programma, che quasi tutti gli omeopati suggestionatori del mondo usano , con una banca dati enorme che mi ha aiutato a scegliere la terapia più personalizzata. Ho prescritto un farmaco che si ricava da un veleno di serpente in dose omeopatica dicendogli: proviamo per 1 mese, se qualcosa migliora continuiamo altrimenti lei andrà a farsi operare perchè prima di tutto c’è la sua vita.

Dopo 15 gg sento bussare alla porta dell’ambulatorio mentre stavo visitando, era lui raggiante con un emocromo in mano. In netto miglioramente. Piastrine risalite considerevolmente. Gli dico non si esalti possono essere dei miglioramenti transitori. Rimaniamo con i piedi ben piantati per terra. Trentacinque anni di clinica mi hanno insegnato la prudenza. Sono contento ma aspettiamo altri 15 gg.

Dopo 15 giorni presentando i risultati ematologici definitivi, totalmente normalizzati, al chirurgo questo lo rimandò a casa e non lo volle più operare.

Ancora oggi il sig. Walter, che non ha avuto mai più recidive, dopo 10 anni dal fatto mi ringrazia ancora per avergli salvato la milza e avergli ridato la salute. In fondo è stato anche un bel risparmio per la sanità pubblica tra terapia e intervento chirurgico evitato, non ne conviene Professore?

In questo caso, Professor Burioni, sono stato un ciarlatano e con la sola forza della suggestione ho sottratto il paziente a cure efficaci e sicure? Confesso di averlo fatto migliaia di volte sottraendo i pazienti a cure efficaci e sicure. Però sono stato fortunato , sono guariti quasi tutti.

Io sono sinceramente contrito per i miei errori del passato e vorrei davvero dirigermi verso la verità, verso la scienza non democratica, la vera scienza, ma mi rimangono ancora altri dubbi che , la prego, Professore, dall’alto della sua conoscenza, deve ancora chiarirmi.

Perchè il vincitore del Premio Nobel per la Medicina nel 1993, dott. Richard J.Roberts, in una intervista sul quotidiano “La Vanguardia”, denuncia il modo in cui operano le grandi industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso?

Richard J. Roberts spiega al giornalista:
Le industrie farmaceutiche spesso non sono tanto interessate a curare Lei ma piuttosto a toglierle denaro, così la ricerca, immediatamente è deviata verso la scoperta di medicine che non curano completamente, ma che mantengono la malattia cronica e Le fanno sperimentare un miglioramento che scompare quando smette di assumere il farmaco.”

È un’accusa grave… dice il giornalista e Roberts risponde:
È normale che le farmaceutiche siano interessate in linee di ricerca non per curare ma per convertire solamente in affezioni croniche con medicinali cronicizzanti molto più redditizi rispetto a quelli che curano del tutto e definitivamente. E non avrebbe altro che seguire le analisi finanziarie dell’industria farmaceutica e verificherà ciò che Le dico.

Professor Burioni come mi posso fidare di queste notizie? Anche i premi Nobel delirano?

Eppoi mi dicono che su Medline ci sono tanti lavori che attestano che la seconda causa di morte al mondo sono le CURE EFFICACI E SICURE a cui, noi, miseri omeopati irredenti, sottraiamo i pazienti. Cosa posso controbattere quando mi criticano per questo? Mi consigli una metafora, la prego.

Anche gli Ordini dei Medici mi hanno sconcertato. Dicono che l’omeopatia non serve a nulla ma:

1) proprio gli Ordini dei Medici hanno istituito dei Registri ufficiali con i professionisti che si occupano di Omeopatia e MnC in genere,

2) proprio nel Codice Deontologico dei Medici si trova un Articolo (n.15) che recita testualmente “Il medico può prescrivere e adottare, sotto la sua diretta responsabilità, sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali […]”.

Anche la legge italiana si mette di mezzo alla mia conversione

il MEDICINALE OMEOPATICO è farmaco a tutti gli effetti PER LEGGE (D.l.vo 219/2006 recepimento di Direttive EU); ben 2 Regolamenti CE recepiti dall’Italia (834/2007 e 889/2008) per la Zootecnia e l’Agricoltura biologica sollecitano PER LEGGE l’utilizzo dell’Omeopatia in allevamenti e colture biologiche destinati all’alimentazione umana;

L’Accordo Stato-Regioni delega a istituti privati con adeguati requisiti, la formazione dei Medici in Omeopatia e MnC;

l’Organizzazione Mondiale della Sanità annovera tra gli obiettivi prioritari “l’implementazione di politiche governative a favore dell’integrazione di TM (Traditional Medicine) e MNC all’interno dei sistemi sanitari nazionali, lo sviluppo della ricerca a garanzia della sicurezza, dell’efficacia e della qualità dei trattamenti, una più stretta collaborazione tra medicina ortodossa e non convenzionale, e il perseguimento di maggiore equità nell’accesso alle terapie alternative“;

il Parlamento Europeo, in seduta plenaria (2006), approva e sostiene le “MNC per la promozione della salute dei cittadini europei”;

sul sito dell’American Institute of Homeopathy Homeopathy Research Evidence Base si raccolgono circa 6000 evidenze sull’omeopatia, mentre su PubMed, la principale banca dati internazionale medico-scientifica, vi sono ad oggi oltre 6000 articoli sull’omeopatia; alcuni di questi si trovano anche nel database tutto italiano, dove risultano pubblicati e indicizzati:

95 revisioni sistematiche qualitative

25 revisioni sistematiche quantitative con metanalisi

243 RCTs (studi randomizzati controllati)

96 studi di Ricerca in Agro-Omeopatia

148 studi di Ricerca Fisico-Chimica

208 studi di Ricerca di Base (pre-clinica)

123 studi osservazionali.

106 studi di Ricerca Veterinaria

Come faccio a negare e non vedere tutte queste evidenze. Forse sono allucinazioni visive? Mi consigli il suo oculista, mi farò visitare al più presto e mi farò correggere le lenti. Le voglio come le sue, Professore.

Professore sono confuso mi aiuti lei, ma non solo con delle metafore, vorrei dei fatti, dei lavori scientifici attendibili, non solo quelle che cita nel suo libro e cioè la metanalisi di Shang (Lancet, 2005), perchè è roba d’antiquariato, già ampiamente contestata all’epoca dei fatti come inaffidabile da uno dei massimi esperti di ricerca scientifica, totalmente estraneo all’omeopatia e il cosiddetto Report Australiano per il quale i manipolatori dei dati sono stati indagati per “falso scientifico” dal tribunale locale e il lavoro non fu mai pubblicato su alcuna banca dati scientifica, se non dai giornali .

Ne va della mia conversione. Deve essere comprensivo con una pecorella smarrita e dubbiosa. Lo so, lei non ha mai praticato la clinica perchè è abituato a confrontarsi con altre realtà più elevate, le rarefatte atmosfere dei laboratori del San Raffaele, centro di eccellenza non come noi che siamo qui nel fango della malattia umanamente vissuta con tutti i dubbi e i risultati incerti che comporta.

Diceva Eistein che la mente è come il paracadute (quella del paracadute è una metafora a lei cara) se non si apre non funziona.

Lei mi deve accompagnare ad aprirla.

La ringrazio per l’attenzione e aspetto con ansia le sue risposte, ho già pronta la penna per firmare la mia abiura.

PS. lo so, mi scusi, sono un poco noioso e pedante ma ho ancora una domanda da farle, un pura curiosità. Lei Professore, che si dice faccia parte della massoneria e che ha contatti importanti mi illumini. La professoressa Lucietta Betti, che lavora all’Università di Bologna e da 20 anni pubblica lavori sugli effetti dei farmaci omeopatici sui vegetali, facendo , per esempio, germinare in metà tempo i semi di frumento con l’acqua fresca omeopatica rispetto ad un gruppo di controllo, mi dica, visto che qui non si può parlare di effetto placebo, usa la magia, vero? Supponevo da tempo che la Prof Betti fosse una strega, una vera “strega scientifica” visti i risultati che ottiene, è daccordo?

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14 commenti su “L’accorato tentativo di abiura di un medico omeopata

  1. Hai ragione collega,la medicina convenzionale per principi propri non applicabili a tutti i metodi terapeutici come l’omeopatia continua a negare la evidenza dei risultati terapeutici a volte strabilianti dell’omeopatia. E ne avrei da raccontare come medico omeopata

  2. Tutte queste belle ricerche che vengono citate si possono avere, cioè sei in grado di fornire solo i numeri o anche i riferimenti bibliografici, almeno delle più importanti? Big Pharma quindi è solo interessata a fare soldi e noi idioti medici che prescriviamo farmaci approvati per la loro efficacia siamo solo dei servi, mentre voi omeopati siete dei puri di cuore e d’animo, in quanto non girano soldi nel vostro mondo fiabesco, no… morbo di Werlhof: guarigione spontanea ti suona? O non sai cos’è e lo conosci solo per sentito dire dal sig. Walter? Naturalmente il singolo caso è preso comunque come modello probante, vero… in barba a qualsiasi tipo di criterio scientifico. Ma già dimenticavo che nel vostro fiabesco mondo incantato scuotere un recipiente con dell’acqua dentro la fa diventare un farmaco, che nemmeno da bambini giocando al dottore… quindi come ci si può aspettare qualcosa di diverso. Ultima annotazione: tutti i farmaci hanno effetti collaterali, perché comunque hanno delle azioni. Ti suona? Solo i vostri prodotti, che naturalmente non costano nulla ai pazienti, che peraltro non pagano nei vostri studi, vero? solo questi prodotti non possono avere effetti collaterali perché… non hanno nessuna azione.

    1. Caro collega Sandro Gregorio il tuo sarcasmo non aiuta la mia ironica abiura. Anzi conferma sempre più la correttezza della mia apostasia medica. Verosimilmente sei uno di quei colleghi che non si rispecchia minimamente nella odierna crisi della medicina per la quale sono stati indetti gli Stati Generali dal nostro presidente nazionale Anelli con la collaborazione del Prof. Ivan Cavicchi. Un evento epocale che non si può più rimandare. Sarai soddisfatto del paradigma imperante. Probabilmente a te va bene così, non ti senti un trivial machine come tanti altri nostri colleghi. Ritieniti fortunato. Probabilmente ti continua ad andar bene essere schiavo delle EBM, dei protocolli, farti pagare tutti i congressi, viaggi, soggiorni e quant’altro in cambio di qualche prescrizione in più e accettare che i politici che condizionano il tuo lavoro siano sul libro paga di qualche azienda terza. Direi che il caso Novartis in Grecia è emblematico. (https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/11/grecia-nello-scandalo-novartis-in-campo-anche-lfbi-tangenti-per-tutti-politici-funzionari-e-media/5102899/.
      A me non va bene. Non ho mai gradito interferenze nel mio lavoro. Soldi nel nostro mondo ne girano sempre più ed è questo che preoccupa, ma è proporzionale ai risultati che abbiamo. I nostri pazienti sono una elite, non sono dei cretini visto che il 90% sono laureati e non ci vengono a regalare denaro in cambio del nulla. I risultati ci sono. Tornano se guariscono e portano tutta la famiglia perché scoprono che ci si può curare con una medicina più raffinata. Tutti i lavori cost-effectiveness fatti fino ad oggi hanno dimostrato che la medicina omeopatica funziona come la medicina convenzionale ma con un risparmio per la collettività del 50% per farmaci e diagnostica.
      Werlhof: mio caro ragazzo so perfettamente che il case report non ha nessun significato statistico, ma io l’ho citato solo come spunto di riflessione: perché la guarigione spontanea non è avvenuta nell’anno precedente di cure efficaci e sicure con le bombe di cortisone che gli hanno somministrato, ma è avvenuta con una remissione completa solo con me? Ti suona? Come dici tu sgraziatamente. Dirai “come incanto io i serpenti nessuno”. Ringraziami invece di attaccarmi. Ti ho fatto risparmiare soldi come contribuente e ho migliorato la vita ad un nostro simile.
      A sostegno di quanto sto dicendo ti ricordo che ho elencato una silloge di lavori di buon valore scientifico che puoi andare a leggere se il pregiudizio e il tempo te lo permettono. Troverai rinfresco alla tua sete di verità su PubMed o al sito che ho citato nell’articolo http://databaseomeopatia.alfatechint.com/.
      Circa l’ultima tua inferenza riguardo agli effetti collaterali come garanzia dell’efficacia di una terapia questo lo diceva mia nonna quando diceva che la medicina per essere buona deve essere cattiva. I lavori scientifici non confermano questa tua affermazione. Comunque non sarei così fiero di una medicina che é la seconda causa di morte nel mondo occidentale.
      Infine sulle tue metafore sull’acqua fresca, il gioco del dottore ecc. stendo un pietoso velo per la banalità e il livello da bar sport. Ti auguro di trovare sempre ciò che cerchi nella vita.

      1. Non mi hai risposto. E comunque i congressi pagati sono una cosa che non mi appartiene. Per quanto riguarda il tuo caso clinico, non stimoli proprio nulla. Sei piccolo, piccolissimo. Mi spiace solo aver perso del tempo con una persona inutile, un ciarlatano come te.

        1. Questo è un messaggio offensivo. Caro collega stai all’occhio alla querela che parte in un attimo. Noi medici abbiamo un codice deontologico da rispettare. Tu compreso. Comunque questa è la dimostrazione di come, quando uno scarso come te non ha più risorse e argomenti passa all’insulto personale. Non mi rispondere. Se lo farai non pubblicherò altri tuoi insulti ma mi rivolgerò immediatamente al tuo ordine.

          1. Più che un “collega” sembra uno dei tanti troll asserviti alla macchina del fango, che quando ricevono segnalazione di articoli o post di successo vengono mobilitati per disturbare.

  3. fantastico, Alberto! però su una cosa forse Burini (o Burioni, tanto non è una “o” che fa la differenza) ha ragione: hai sbagliato mestiere! eh sì, avresti dovuto fare il caricaturista: ti riesce perfettamente. anche meglio dei “ciarlatano” incantatore di serpenti, guaritore d strapazzo che però fa schiattare di invidia gli scienziati non democratici che non dormono la notte per carpirti i segreti (“ma come c…o farà, costui?!? Tiè!).
    Se decidessi seriamente per l’abiura avresti un destino luminoso davanti, che magari ti darebbe fama e danaro a palate, ma … sono certo che hai conservato un cuore puro e che vorrai continuare a curare, scervellandoti per trovare la chiave giusta per ogni persona, da buon Omeopata!
    Scusami per lo sfogo, sai. per farmi perdonare voglio dedicarti una citazione del grande Einstein, che di discriminazioni se ne intendeva:
    “E’ molto più facile rompere un atomo che spezzare le catene del pregiudizio!”
    Ti abbraccio, amico mio.

    1. caro Emilio il tuo senso da vero omeofobo ti ha fatto scivolare sulla buccia d’arancia più classica, quella su cui sono scivolati gli unici due lavori che sbandierate sempre contro l’omeopatia: Shang 2005 e Australian Report, il problema di inclusione. Stressando i dati si ottiene ciò che si vuole. Tu su 6000 lavori presenti su Pudmed ne hai scelto uno solo con risultato negativo per l’omeopatia. Complimenti. Hai un futuro come la Shang. Potresti diventare anche tu un ottimo occultatore di dati. Gli stipendi sono alti, bisogna tapparsi il naso per lo schifo etico in cui ti devi muovere ma magari la villetta al mare te la fai. Diceva Miguel Unamuno: il fascimo si cura leggendo e il razzismo si cura viaggiando. Per l’omeofobia è come per il fascimo.

  4. Caro Magnetti,innanzitutto ti prego di non abiurare, neanche per scherzo!Poi mi sembra proprio strano che alcuni cosiddetti scienziati si accaniscano contro l’acqua fresca…se l’omeopatia fosse acqua fresca qual’è il loro problema?Ma forse dietro di loro c’è Bigpharma che comincia a preoccuparsi delle quote di mercato farmaceutico allopatico perse…Mala tempora currunt ! Ti saluto caramente.
    Giampiero Di Giovanni

  5. Caro Alberto Magnetti, ho apprezzato molto, tutte le tue risposte, che condivido nei contenuti e nei modi. Oggi 28.10.2019 in Senato si parlerà di Omeopatia nel convegno: “l’omeopatia quale prospettiva di crescita per il SSN: il punto di vista medico e politico”. vedremo cosa ne uscirà. Ciò che posso dire è che ostinarsi a diffondere false notizie sull’omeopatia, solo perché non sappiamo come possano agire i farmaci omeopatici, non solo appare come un atteggiamento anti-scientifico, ma è anche molto grave, perché in pochi anni potrebbe togliere all’ umanità una risorsa medica capace di favorire la guarigione con trascurabili effetti collaterali. Nella mia ventennale esperienza, anche io ho visto risolversi decine di casi considerati “incurabili”. Credo, infine, così come mi hanno insegnato i mei genitori e mio zio medici, che occorra sempre impegnarsi per risolvere i problemi clinici cronicizzati utilizzando tutte le strategie, attraverso una coerenza fisiopatologica. Infatti, solo così si potrà essere in grado di percorre strade terapeutiche che vadano oltre, rispetto a quelle convenzionali quando queste hanno fallito. All’uso dell’Omeopatia sono arrivato proprio perché non avrei mai potuto dire a un mio paziente : “deve imparare a convivere col suo problema”, una volta falliti tutti i “protocolli” utilizzati per quella patologia. Credo che un medico abbia il diritto di ragionare con la propria testa in base a ciò che conosce o non conosce e non debba ostinarsi ad applicare un protocollo, quando ne ha constatato l’inefficacia. L’omeopatia nella mia esperienza, che è molto simile a quella di molti altri omeopati, tra cui il caro Di Giovanni che ritrovo con piacere tra i commenti ed è stato uno dei miei maestri, offre a noi medici la grande opportunità che solo una medicina di precisione può offrire. Grazie a queste conoscenze mediche anche io ho un elenco pazienti che mi ringraziano anche anni dopo per averli aiutati ad uscire dall’incubo di restare malati per tutta la vita.

  6. la verita’ e’ che l’italia ha il triste primato di antibioticoresistenza,e qui si vuole delegittimare tutto quello che esiste in natura compresi gli alberi non sapendo che dagli alberi viene il nostro ossigeno;non e’ vero che non ci sono lavori in campo internazionale sulle medicine cosidette alternative.
    Ci sono fior di lavori che confermano l’omeopatia specie delle low doses,inoltre abbiamo tutto il filone della fitoterapia,tra cui l’aromaterapia ha fior di lavori anche di universita’ americane sull’effetto in campo antinfettivo a largo spettro.
    non c’e’ peggior ceco di chi non vuol vedere.

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