la risposta indignata del mondo omeopatico dopo la trasmissione PRESA DIRETTA RAI3

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Le Associazioni di medici e pazienti del settore delle Medicine Non Convenzionali/Complementari intendono reagire con fermezza al grave tentativo di delegittimazione e di vergognoso e fazioso attacco alla libertà di cura messo in scena in occasione della puntata di sabato sera del programma della TV pubblica (RAI 3) “Presa Diretta”.

Roma, 06 marzo 2018
Alla c.a. Dott. Riccardo Iacona – “Presa Diretta”
c/o RAI Radiotelevisione Italiana,
Viale Mazzini, 14 – 00195, Roma
p.c. Direttore Generale RAI, Dott. Mario Orfeo
c/o RAI Radiotelevisione Italiana,
Viale Mazzini, 14 – 00195, Roma
p.c. Direttore RAI 3, Dott. Stefano Coletta
c/o RAI Radiotelevisione Italiana,
Viale Mazzini, 14 – 00195, Roma
p.c. Presidente della Commissione parlamentare Bicamerale
per l’indirizzo generale e la vigilanza dei Servizi radiotelevisivi
Palazzo San Macuto – Via del Seminario, 70, 00186 – Roma
p.c. Presidente XII Commissione Permanente
“Igiene e Sanità”, Senato della Repubblica
Piazza Madama – 00186, Roma
p.c. Presidente XII Commissione Affari Sociali
della Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio – Piazza Montecitorio, 00186 – Roma
p.c. Presidente Federazione Nazionale Ordini dei Medici, Chiururghi e Odontoiatri
Dott. Filippo Anelli
Via Ferdinando di Savoia, 1 – 00196, Roma
p.c. Presidente Ordine Nazionale dei Giornalisti
Dott. Carlo Verna
V. Sommacampagna, 19 – 00185 Roma

 

Oggetto: trasmissione “Presa Diretta” – puntata del 03/03/2018

Egregio Dott. Iacona,
abbiamo avuto modo di visionare la puntata di sabato sera, da Voi dedicata all’omeopatia,
e La ringraziamo per lo spazio garantito ai medici iscritti all’Albo ed esperti in medicina
omeopatica, e all’esperienza degli Ospedali di medicina integrata della Regione Toscana. Pur
tuttavia, siamo sconcertati da quanto segue:
1) l’intera puntata è stata obiettivamente improntata a sostenere una posizione evidentemente
preconcetta rispetto all’omeopatia, disciplina che la stessa FNOMCeO qualifica invece
come “atto medico”;
2) deontologicamente non commentabile dal punto di vista giornalistico la scelta di ospitare
in studio come unico ospite una personalità di indubbio profilo istituzionale come il Dott.
Ricciardi il quale tuttavia non ha mai fatto mistero dei suoi pregiudizi verso la medicina
omeopatica. Sarebbe stato ben più corretto affiancare al Dott. Ricciardi una personalità di
analoga caratura ma tale da poter garantire quel contraddittorio che dovrebbe essere
proprio di ogni trasmissione giornalistica e televisiva degna di questo nome;
3) palese è stato lo squilibrio informativo, con oltre 3/4 del minutaggio della trasmissione
impegnato a tentare di censurare una pratica medica alla quale si rivolgono, come voi
stessi avete sottolineato, milioni di cittadini italiani – circa 100 milioni in Europa – che
troviamo discutibile derubricare tutti indistintamente a stupidi, “creduloni” e ignoranti;
4) non commentabile è stata anche la voce di chi ha tentato di classificare come cialtroni,
truffatori o “praticanti” al pari degli “astrologi” decine di migliaia di medici iscritti
all’Albo che questo paradigma medico lo praticano quotidianamente, affermazioni da Voi
avvallate e che avete condiviso e amplificato in studio, e che vanno ben oltre il diritto di
cronaca, costituendo a nostro avviso i presupposti per il reato di diffamazione;
5) discutibile poi dare spazio, sempre senza contradditorio, a sedicenti esperti pronti a
condannare il presunto “spreco di risorse” causato dall’omeopatia senza citare alcuna
ricerca scientifica di farmaco-economia a sostegno di questa affermazione – perché si
sa, le evidenze si citano solo quando servono a confermare tesi precostituite… – e ben
guardandosi dal ricordare invece l’effetto positivo per le casse del Servizio Sanitario
Nazionale derivante dall’uso di farmaci, quelli omeopatici, che permettono un’efficace
presa in carico del paziente senza gravare appunto sul SSN;
6) sconcertante anche la pubblicizzazione dello “studio Australiano” che avrebbe “decretato la
fine dell’omeopatia” (l’hanno decretata già in molti, in passato, ma sempre vanamente…),
“studio” che studio non è, in quanto mai pubblicato su alcuna rivista scientifica, firmato
dalla NHMRC Australiana, ente che si trova attualmente denunciato e sotto indagine da
parte dell’Ombudsman del Commonwealth proprio per il gran numero di irregolarità con
cui è stata condotta quella revisione, ignorando per contro – ad esempio – i lavori della
Commissione pubblica Svizzera, che pochi mesi fa ha raggiunto conclusioni esattamente
opposte, cosa della quale eravate stati messi al corrente durante le interviste, ma che
vi siete ben guardati dal ricordare ai telespettatori, a conferma dell’esistenza di un teorema
giornalistico preordinato;
7) è stato anche intellettualmente disonesto non dare atto delle evidenze scientifiche che
un onorato socio e decano di una delle sigle associative firmatarie della presente lettera, il
Prof. Leonello Milani, sappiamo per certo ha consegnato a vostre mani durante una
delle interviste realizzate per il servizio. E da parte Vostra non genuino – per non usare
termini più espliciti – affermare che le raccolte di detti studi si limiterebbero lavori pubblicati
“su riviste di settore omeopatico” – a meno di non voler considerare “Biomedical
Pharmacotherapy”, “British Journal of Clinical Pharmacology”, “European Journal of
Pharmacology”, “International Journal of Neurosciences”, “Pulmonary Pharmacology &
Therapeutics”, e molte altre, come “riviste omeopatiche” – e affermare inoltre che dette
ricerche siano finanziate da aziende farmaceutiche di settore, che, al contrario di quanto da
voi sostenuto, da quanto ci risulta nella maggior parte dei casi ne curano solo la
“raccolta”. Troviamo anche ridicolo il dileggiare il ruolo delle industrie del settore
omeopatico nel sostenere le ricerche scientifiche sull’efficacia di questi farmaci, come se
nel settore allopatico non fossero le industrie farmaceutiche a finanziare la quasi totalità
delle ricerche (salvo poi, com’è notissimo, molte volte non pubblicare quelle con esito
negativo).
Avete criticato la carenza di un numero adeguato di ricerche scientifiche in omeopatia, per
poi contemporaneamente insistere nel dileggiare le ricerche in corso, fino ridicolizzare l’attività di
un Premio Nobel per la Medicina, sottostimando i progressi nelle ricerche sulle proprietà
biofisiche dell’acqua e ignorando il fatto che le diluizioni dei principi attivi utilizzati in omeopatia
possono anche essere della medesima massa di quelle correntemente utilizzate dal corpo umano
per auto-regolarsi, e che diversi lavori scientifici in vitro e in vivo – quali quelli del Prof Bellavite
dell’Università di Verona o del Prof. Dei dell’Università di Firenze – confermano attività biologica di
“molecole messaggere” in diluizioni omeopatiche che sono dello stesso peso delle medesime
molecole presenti in natura, risultati questi di straordinario interesse, che dovrebbero stimolare
nuove ambiziose sfide per la ricerca scientifica. Voi invece avete dato l’impressione di voler
chiudere definitivamente il dibattito secondo un “principio di autorità” degno del peggior
periodo dell’inquisizione, invece che improntare le vostre analisi su criteri aperti al confronto, dal
quale solo – nel tentativo di rispondere agli interrogativi che il progresso incessantemente ci pone
dinnanzi – può nascere “buona scienza”.
Concludendo, non siamo colti da alcun moto di disapprovazione circa il fatto che si dia voce
anche con chiarezza a chi non condivide l’approccio medico omeopatico, e rispettiamo totalmente
la libertà di stampa Vostra e dei vostri colleghi, ma non riteniamo degno della televisione che Voi
rappresentate, nell’esercizio delle vostre funzioni di cronisti, il cui servizio tra l’altro è pagato in
buona parte da fondi pubblici, basare parte degli assunti alla base della vostra inchiesta su
affermazioni non genuine, omissioni dolose, faziosità e dichiarazioni offensive e insultanti della
professionalità di una parte dei Medici e dei ricercatori italiani.
La Vostra inchiesta, per tutto quanto sopra esposto, ancorchè apprezzabile in astratto per
la dichiarata volontà di fare chiarezza su un tema d’interesse per la pubblica opinione, si è nella
pratica tradotta in un elogio al “pre-giudizio”, che – come qualunque uomo di scienza ben
dovrebbe sapere – è il più anti-scientifico degli atteggiamenti.
Inviamo quindi questa nostra lettera sia con l’intento – in quanto cittadini – di richiamare Voi
dipendenti del servizio pubblico a un rispetto più puntuale degli obblighi deontologici, del principio
di contraddittorio e del necessario equilibrio informativo in corso di trasmissione, sia nel contempo
per richiedere – in quanto medici – uno spazio adeguato nel Vostro programma per garantire
alla cittadinanza un’informazione degna di questo nome su tematiche così delicate quali sono
quelle della salute e della prevenzione e cura delle malattie.
Distinti ossequi,
FIAMO – Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati
SIOMI – Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata
SIMA – Società Italiana di Medicina Antroposofica
SMB – Società Medica Bioterapica Italiana
AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia
OMEOMEFAR – Associazione Medici e Farmacisti Omeopati
LUIMO – Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica “Samuel Hahnemann

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