ALTROCONSUMO… e ADESSO BASTA! perdi un lettore

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Ieri ho disdetto il mio abbonamento decennale con la rivista dei consumatori Altroconsumo.

Nel numero di luglio-agosto della rivista è stato pubblicato un articolo sull’ omeopatia a firma della giornalista Simona Ovadia.

L’omeopatia non è medicina, è altro” questo era il titolo e il contenuto ne rispecchiava l’intenzione del titolo, cioè cavalcare ogni luogo comune poco scientifico ma molto di marketing contro l’omeopatia con i soliti cavalli di battaglia garattiniani, acqua fresca, placebo, zucchero venduto a caro prezzo e pazienti raggirati.

Indignato scrivo questa lettera alla Direttrice Rosanna Massarenti.

“Sono un vostro abbonato da molti anni e ho sempre condiviso il vostro approccio nell’affrontare temi difficili e complessi sicuro della vostra posizione super partes per la tutela del consumatore.

Sono un medico di 61 anni e non ho apprezzato il modo in cui la giornalista Simona Ovadia ha trattato il tema dell’Omeopatia, nell’articolo “L’omeopatia non è medicina, è altro” del numero di luglio-agosto 316.

Nell’articolo ci sono una serie di fake news iterative che dimostrano la completa ignoranza della giornalista sul tema trattato.

Sono il direttore dell’Istituto Omiopatico Italiano di Torino fondato nel 1883 struttura che, unica in Italia, ha avuto un ospedale esclusivamente omeopatico con 28 posti letto per ben 90 anni, insegno medicina omeopatica da più di 10 anni alla Università degli Studi di Torino alla Facoltà di Farmacia e alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e infine gestisco un BLOG da 9 anni su WWW.LASTAMPA.it e poi attualmente diventato WWW.OMEOBLOG.IT.

Non entro nel merito dei vari punti ma cito semplicemente il fatto che  l’Omeopatia è Medicina, farmaco per legge, dal D.l.vo 219/2006 che è Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE e che è ATTO MEDICO  come da definizione della FNOMCEO la Federazione Nazionale degli Ordini.

Ritengo che un tema così complesso non possa essere affrontato in modo così banale e semplicistico vista la quantità, ormai considerevole, dei dati scientifici a suo favore.

Pertanto chiedo di avere lo spazio per una replica a questo articolo che non è all’altezza del vostro mandato.”

Il seguito è stato questo: nessuna risposta alla mia ma un articolo in ultima pagina nell’ultimo numero che mi è arrivato ieri.

L’articolo è, come il primo, di parte. I lavori scientifici che sono citati sono ormai screditati perchè si sono dimostrati frodi scientifiche come la metanalisi di Shang su Lancet del 2005 a cui tutti i detrattori dell’omeopatia fanno sempre riferimento. Il prof Hahn del Karolinska Institute di Stoccolma ne ha smascherato i meccanismi fraudolenti.

Viene reiterata la posizione di parte che non tutela assolutamente i consumatori. Viene ormai abbracciata la crociata mediata dal marketing di Big Pharma contro qualsiasi cosa che non siano farmaci convenzionali o vaccini. La libertà di scelta terapeutica è vista come un pericoloso mostro che può incrinare il pensiero unico scientifico che ormai è il baluardo della speculazione farmaceutica sulla nostra pelle.

EST MODUS IN REBUS

Che le scelte sbagliate si paghino.

 

 

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6 commenti su “ALTROCONSUMO… e ADESSO BASTA! perdi un lettore

  1. Ciao Alberto, sono una tua collega della scuola similia similibus ed ex abbonata di altro consumo dopo più di dieci anni di abbonamento, interrotto per la loro propaganda sui farmaci generici, denigrando apertamente i brand. Troppa posizione di parte ignorandone completamente gli aspetti concreti sulla farmacocinetica e gli eccipienti!
    Questa rivista non è dalla parte del cittadino, ma chiaramente appoggia un sistema che ha solo obiettivi economici.
    Peraltro sia i farmaci allopatici brand che quelli omeopatici sono a completo carico dell’utente, pertanto riappropriamoci con forza del diritto di sceglierci la cura!
    Un caro saluto, Maria

  2. Sono una veterinaria omeopata e anche io ho disdetto il mio abbonamento ad altro consumo. Neanche a me hanno risposto. Non mi vengano a dire che negli animali c’è l’effetto placebo! Da questo episodio ho cominciato a dubitare della loro imparzialità. Non mi fido più.
    Carla DB

    1. Solo oggi ho letto questo articolo. Mi ha fatto arrabbiare non poco: non me l’aspettavo da Altroconsumo! Mi sarei aspettata invece una posizione sopra le parti….mi sarei aspettata il parere di un medico allopatico e quello altrettanto valido di un medico omeopata.
      Mi sento profondamente offesa…mi offendono queste persone quando asseriscono con convinzione che tutte le volte che da 12 anni ad oggi ho utilizzato l’omeopatia per me e mio figlio “siamo guariti solo per l’effetto placebo” e quindi io “stupida mamma” metterei in pericolo lui e me affrontando cistiti, febbri, mal di denti, mal di testa, mal di gola, ascessi ecc solo con l’effetto placebo!!!!!
      Paragonare l’omeopatia al placebo è una grande offesa per i medici che la applicano e per i milioni di persone in tutto il mondo che ne fanno uso.
      La grande giornalista che ha scritto questo articolo dovrebbe chiedere umilmente scusa accettando il fatto che l’articolo da lei scritto è assolutamente di parte….quindi non è giornalismo!!
      Anche io ho perso totalmente fiducia nella rivista altroconsumo.
      Valentina D.

      1. Sono estremamente scettico circa l’efficacia della omeopatia e, sulla base delle Sue osservazioni, devo dire che la “non-fare-nulla-patia” è efficace tanto quanto l’omeopatia: infatti, per comuni mal di gola non faccio assolutamente nulla e quelli, spesso, se ne vano da soli.

        1. Gentile Sig Giorgio
          il fatto che lei sia estremamente scettico circa l’efficacia della omeopatia dimostra soltanto la sua scarsa conoscenza circa i dati della ricerca e delle evidenze scientifiche della medicina omeopatica (effetti su colture cellulari, su vegetali, su animali oltre che su umani ovviamente).
          Se il “non-fare-nulla-patia” è efficace quanto la medicina omeopatica, lo è, allora, quanto la medicina convenzionale. Infatti gli ultimi studi di confronto (su grandi numeri di pazienti ) ha dimostrato come i risultati clinico-terapeutici della medicina omeopatica siano sovrapponibili a quelli della medicina convenzionale con un risparmio del 50% dei costi sanitari per la collettività.
          Un 50% che non va più a finire nelle solite tasche di certe aziende farmaceutiche ma che rimane a disposizione della società per migliorare ulteriormente la nostra sanità pubblica.
          Lei fa riferimento ai suoi comuni mal di gola per i quali non fa assolutamente nulla e spesso, lei dice, se ne vanno da soli.
          Bene.
          Continui così perché, sono d’accordo con lei, ci sono patologie che non vanno per forza medicalizzate né con la medicina omeopatica né in altro modo. Ma se i problemi fossero più gravi (non sarà mai il suo caso, ça va sans dire) e non trovassero riscontro terapeutico con la medicina convenzionale, dopo aver accumulato 35 anni di esperienza clinica omeopatica, le consiglio di fare come 600 milioni di persone nel mondo: si rivolga ad un bravo medico omeopata che l’aiuterà a trovare una terapia personalizzata con buona probabilità di guarigione.
          Cordiali saluti.

  3. Eccomi qui a condividere indignazione e conseguente disdetta ! spero che la protesta sia stata numericamente significativa e che i danni si sentano.
    ex-abbonata dall’81!

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