L’omeopatia di fronte alla pandemia Covid-19

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Comunicato della FIAMO Federazione Italiana delle Associazioni e Medici Omeopatici.

Si moltiplicano prese di posizione sul possibile ruolo dell’omeopatia di fronte al diffondersi del virus SARS- Covid- 2. Si rende pertanto necessario un chiarimento che riporti ciò che è condiviso nella comunità dei medici con competenza aggiuntiva in omeopatia e lo distingua da ciò che rappresenta una posizione individuale dalla quale la FIAMO prende formalmente le distanze.
Premesso che la comunità omeopatica riconosce in pieno e sostiene le regole di prevenzione primaria della trasmissione e diffusione del contagio diffuse dalle autorità sanitarie è importante affermare che l’omeopatia può certamente avere un ruolo sia in prevenzione che in terapia.
Nella prevenzione l’ideale è l’identificazione di un “genio epidemico” cioè di un corteo di sintomi che definisca la patologia e che corrisponda per similitudine al quadro di uno specifico medicinale omeopatico che può essere somministrato preventivamente.

Quando ciò non è possibile perché la sintomatologia riscontrata nei casi presi in esame fa emergere l’indicazione per più rimedi, alcuni scelgono di utilizzare un medicinale con una corrispondenza più generale: è questo il caso attuale dell’indicazione data dal Ministero indiano, che consiglia l’assunzione di Arsenicum album 30 CH una volta al giorno per tre giorni a scopo preventivo.
Questa misura non è tuttavia condivisa universalmente nella comunità omeopatica perché basata su un criterio considerato troppo generico.
Per quanto riguarda il ruolo nella terapia, Jennifer Jacobs , pediatra e ricercatrice statunitense, in un articolo del 2018 (1) riporta come l’omeopatia sia stata usata per più di 200 anni per trattare malattie epidemiche, a partire da Samuel Hahnemann che prescrisse Belladonna per la scarlattina.

Ci sono sostanzialmente quattro differenti approcci nell’uso dell’omeopatia in questi casi:

  • l’individualizzazione
  • la definizione del genio epidemico
  • l’uso di rimedi combinati
  • l’isopatia

I primi due sono le precipue modalità d’intervento dell’omeopatia classica. La letteratura riporta evidenze sperimentali dell’efficacia clinica di ciascuno di questi approcci e a tale articolo si rimanda, senza entrare nei dettagli delle singole patologie.

Rispetto ad altre strategie di intervento, sembra particolarmente in linea con la logica omeopatica – che si prefigge di stimolare la risposta difensiva del soggetto ammalato – la raccomandazione che Alberto Donzelli della Fondazione Allineare Sanità e Salute fa nelle sue Pillole riguardo alla reazione febbrile: “Se qualcuno in casa è malato, evitate antipiretici per la febbre per quanto possibile: potrebbero aumentare e prolungare la trasmissione di infezione associate”. (Plaisance, Pharmacotherapy 2000).

I medici esperti in omeopatia sono a fianco dei propri pazienti e utilizzano ogni loro specifica competenza professionale nell’interesse primario della salute di chi a loro si affida.
Il Consiglio Direttivo FIAMO

(1) Jacobs J. Homeopathic Prevention and Management of Epidemic Diseases. Homeopathy. 2018 Aug;107(3):157-160. doi: 10.1055/s-0038-1649487. Epub 2018 May 12. PubMed PMID: 29753299

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10 commenti su “L’omeopatia di fronte alla pandemia Covid-19

    1. Gentil sig Sorio pubblico il suo commento per correttezza ma non conoscendo il libro da lei indicato e il suo contenuto ne prendo le distanze. Le posizioni personalistiche non mi sono mai piaciute. Ormai si lavora in equipe e i dati che si propongono al pubblico devono essere validati dalla comunità scientifica omeopatica. Non riesco a capire come si possa sapere in anticipo i sintomi di un virus assolutamente nuovo come il COVID 19 e di conseguenza predirne la cura. Pensi che la comunità scientifica omeopatica mondiale sta lavorando in questo periodo per estrapolare una terapia la più individualizzata possibile alla luce dei sintomi che la pandemia provoca. L’autore del libro aveva una sfera di cristallo?

      1. L’autore Giovanni Antonio Giannotti nel 2003 aveva già redatto il libro “Sars. Una proposta di cura”, Ler Editrice , in cui “estrapola un rimedio elettivo di cura per questa polmonite interstiziale”, stampandone pochi esemplari .
        In questa edizione rinnovata ribadisce che non intende curare il COVID 19 ma il PAZIENTE , qualunque sia l’ agente patogeno ! – se affetto da POLMONITE INTERSTIZIALE o EMORRAGICA oppure A.R.D.S.
        Pasteur in punto di morte disse ad un suo assistente: “Claude Bernard aveva ragione, il terreno è tutto, il microbo è nulla”.

    1. Sig Flaccido penso che scrivere post offensivi senza argomenti denoti una sua totale mancanza di competenza in materia. Penso inoltre che chi si dovrebbe vergognare per il contenuto e per il modalità sia lei, le assicuro.

    2. Alcuni lo fanno per soldi, altri sono genuinamente capre e si bevono tutto quello che trovano, purché confermi i loro pregiudizi.

      1. Gentile sig Egidio direi che, in quanto a pregiudizi, forse quello più colpito da questa disgrazia culturale è lei. Personalmente non mi considero una capra perchè da quasi 40 anni curo persone che non hanno trovato miglioramento con la medicina convenzionale (che conosco ed uso correttamente come qualsiasi altro medico) con i farmaci omeopatici con ottimi risultati. Proprio grazie ai risultati positivi continuo a “bere tutto quello che trovo”,come dice lei, sul mio cammino professionale come conquista per il bene dei miei pazienti, che, le garantisco, quando guariscono non hanno nessun pregiudizio sul fatto che siano guariti con un rimedio omeopatico o un farmaco convenzionale. Dia retta a me….studi più a fondo le tematiche prima di mettere in moto le sue dita sulla tastiera per fare commenti. Di imbecilli leoni d tastiera è già pieno il mondo. cordiali saluti
        alberto magnetti

        1. Gentile sig Magnetti, chi è affetto da pregiudizi non è per sua sfortuna in grado di di vedere al di là di ciò in cui crede e ciò che vede non è altro che la proiezione del suo Credo che scambia per verità oggettiva. Affetti da pregiudizi lo siamo tutti entro certi limiti ma gli omeopati in particolare sono noti per essere i più tetragoni, solo gli omeopati non riescono a capirlo. Quei pazienti che lei dice di curare con l’omeopatia con ottimi risultati e che le danno conferma dei suoi bias non hanno una visione dissimile dalla sua: loro credono di essere malati, le pozioni omeopatiche sono quello che si aspettano, loro credono di essere guariti, entrambi ne uscite convinti che le vostre non siano allucinazioni cognitive. E’ un sistema perfetto che si regge sulle proprie gambe per non andare da nessuna parte. Studi più a fondo lei che forse è il caso e se alla fine pur essendosi eventualmente interrogato sulle presunte guarigioni a cui assiste da 40 anni non trova altra risposta che quella è la prova che l’omeopatia funziona come sperava non si angusti troppo, di imbecilli e non solo da tastiera è pieno il mondo.

          1. Egidio che dire…mi insulta dandomi dell’imbecille con delle tesi ridicole e inconsistenti. Penso che non valga la pena di convincere un terrapiattista come lei. Si tenga le sue convinzioni e si curi con la medicina che ammazza 5 persone ogni minuto (dati WHO World Healt Organization).

  1. Rispondo con piacere al Sig. Egidio. Di pregiudizi è pieno il mondo e purtroppo ci dobbiamo convivere, come dobbiamo convivere con l’ attuale COVID 19, che ormai è con noi e ce lo dobbiamo tenere. Come ci dobbiamo tenere persone come lei piene di certezze superiori e di pregiudizi. Io sono una paziente che si cura da 30 anni con l’omeopatia, soprattutto come sistema di cura preventivo. Ho 74 anni e non prendo nessun farmaco (dal greco VELENO), tutte le mie analisi sono perfette. Contrariamente a tutti i miei coetanei non vado in farmacia con il CARRELLO DELLA SPESA. Mi sono accostata all’omeopatia in quanto mio marito, accanito fumatore, aveva un enfisema polmonare che lo avrebbe portato a morte sicura, così come morì suo padre della stessa patologia. Come ultima spiaggia provai l’omeopatia, e con un bravo medico omeopata sono riuscita a salvare mio marito, che ora ha ben 84 anni ed i raggi ai suoi polmoni sono ora perfetti. Anche mio marito non và in farmacia con il carrello della spesa. Si metta l’anima in pace, l’omeopatia è da 200 anni che esiste e continuerà ad esistere per altrettanti anni, visto che nel mondo siamo ormai milioni e milioni di pazienti, solo in Italia si contano circa 12 milioni di pazienti. L’omeopatia è riconosciuta come sistema di cura dall’Unione Europea e dal Ministero della Sanità italiano e da tante altre nazioni.

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